Ore tese, telefonate, riunioni e un futuro che sembra cambiare di minuto in minuto. Attorno alla Nazionale si è aperto un caso destinato a far discutere: quella che doveva essere una scelta per ripartire rischia ora di trasformarsi in una frattura profonda, con conseguenze pesanti ai vertici.
Il nome di Andrea Pirlo, nelle ultime ore indicato per la panchina azzurra, sarebbe stato frenato da Giovanni Malagò. E lo stop, secondo quanto emerge, potrebbe innescare un clamoroso effetto domino: Paolo Maldini e Leonardo sarebbero vicini alle dimissioni.

Pirlo-Nazionale, il nodo che cambia tutto
La candidatura dell’ex regista era emersa dopo i tentativi per profili internazionali come Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, contattati proprio da Maldini e Leonardo. Pirlo era considerato il volto su cui costruire un nuovo progetto, ma l’ipotesi ha sollevato dubbi dentro e fuori dal mondo del calcio.
Il punto è proprio questo: non sarebbero pesate soltanto le valutazioni sul suo percorso da allenatore, ancora breve per un incarico tanto delicato. A complicare il quadro sarebbero intervenute anche questioni extra sportive, che avrebbero portato Malagò a bloccare l’operazione.

Le polemiche e la replica dell’ex campione
Al centro delle perplessità ci sarebbero la collaborazione commerciale di Pirlo con la piattaforma russa di scommesse Fonbet e i legami con lo United FC, club presieduto dall’oligarca Sergey Lomakin. Si sarebbe aggiunto anche il tema della possibile incompatibilità legata all’attività del figlio Nicolò, procuratore sportivo.
Pirlo ha deciso di rispondere attraverso i social, esprimendo amarezza per una vicenda che, a suo dire, avrebbe trasformato una valutazione sportiva in uno scontro politico. L’ex calciatore ha chiarito che l’accordo contestato appartiene al suo percorso professionale negli Emirati Arabi Uniti e riguarderebbe esclusivamente aspetti pubblicitari.
Ha inoltre ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle norme vigenti nei Paesi in cui ha lavorato. Nel messaggio, anche un ringraziamento a Maldini e Leonardo per la fiducia ricevuta e una frase dal forte valore emotivo: l’amore per la maglia azzurra, ha sottolineato, non dipende da un incarico. Per Maldini e Leonardo, Pirlo non sarebbe stato soltanto un candidato. La sua eventuale nomina rappresentava un tassello centrale della loro idea di Nazionale. Per questo, la scelta di una guida tecnica diversa e non condivisa potrebbe rendere difficile la loro permanenza nel progetto federale.
Le dimissioni, al momento, restano uno scenario possibile ma non formalizzato. Il Consiglio federale previsto per martedì 28 luglio potrebbe diventare il momento decisivo: dalla ratifica del nuovo commissario tecnico si rischia di passare a un ridisegno completo della struttura dirigenziale. Se la rottura dovesse concretizzarsi, la Federazione dovrebbe trovare in tempi strettissimi nuovi riferimenti. Tra le ipotesi circolate per un ruolo tecnico-dirigenziale c’è Giorgio Chiellini, figura dal forte legame con l’ambiente azzurro. Per una fase di transizione viene valutato anche il profilo esperto di Claudio Ranieri.
Non è esclusa neppure una soluzione interna, con Bernardo Corradi, oggi alla guida dell’Under 21 e stimato nell’ambiente federale. Ma resta soprattutto la grande domanda sulla panchina, quella che tiene con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori.
Mancini o Conte: la corsa riparte da qui
Con Pirlo sempre più lontano, tornano a circolare i nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte, entrambi già protagonisti sulla panchina dell’Italia. Mancini, che avrebbe un buon rapporto con Malagò, avrebbe manifestato una disponibilità di massima a valutare un ritorno con un accordo quadriennale sostenibile.
Più complessa la pista Conte, per i costi elevati di un eventuale ingaggio, anche se si starebbe ragionando su un possibile sostegno della Lega Serie A. La scadenza per definire il nuovo ct è fissata al 31 luglio: e in queste ore, attorno alla Nazionale, ogni equilibrio appare più fragile che mai.


