A Milano 2 c’è un progetto nato con ambizione, benessere e voglia di ripartire. Un luogo dedicato allo sport, frequentato da chi cerca energia e forma fisica, ma dietro le vetrate di una struttura molto nota si nasconde un capitolo che continua a far discutere. Perché i conti, anche stavolta, raccontano una storia diversa.
Al centro c’è Mi2, la palestra voluta da Veronica Lario, ex moglie di Silvio Berlusconi, inaugurata nel 2021 nel centro direzionale di Palazzo Canova. L’attività ha aumentato i ricavi, ma il bilancio del 2025 si è chiuso nuovamente con una perdita. Un dato che accende l’attenzione su un percorso imprenditoriale ancora in salita.

La palestra è gestita da Ippocampo Srl, società controllata al 100% da Miriam Bartolini, il nome anagrafico di Veronica Lario. La sede è ospitata in un immobile della società Il Poggio, riconducibile alla stessa imprenditrice. Una realtà costruita attorno a un’offerta ampia, che però non ha ancora trovato il definitivo equilibrio economico. Secondo il bilancio relativo al 2025, Ippocampo Srl ha registrato un fatturato di 583.509 euro, in aumento rispetto ai 556.326 euro dell’anno precedente. La crescita dei ricavi è dunque concreta. Ma non è bastata a portare il segno più nell’ultima riga dei conti, dove resta una perdita di 158.438 euro.
Rispetto al 2024, quando il rosso era stato di 306.123 euro, il passo avanti appare evidente: le perdite si sono quasi dimezzate. Eppure la situazione resta delicata, perché dopo quattro anni dall’apertura la società deve ancora raggiungere quella sostenibilità finanziaria che rappresenta il traguardo decisivo per ogni attività. Dai documenti emerge che le immobilizzazioni materiali della palestra ammontano a 219.372 euro. Il costo del personale, invece, è rimasto sostanzialmente stabile a 117.257 euro. Un dettaglio significativo: la riduzione delle perdite non sarebbe arrivata attraverso un taglio dello staff, ma dal tentativo di rendere più solida l’attività nel suo insieme.
Il team è formato da sei collaboratori, cinque uomini e una donna, guidati dal club manager Emanuele Cardone, che sul sito ufficiale si presenta come professionista con oltre venticinque anni di esperienza nel settore fitness. Attorno a lui ruota una proposta pensata per intercettare pubblici e necessità molto diverse. Tra yoga, Pilates, GAG e Total Body, Mi2 punta sul benessere e sull’allenamento personalizzato. Ma nella programmazione c’è anche il Military Workout, percorso ad alta intensità ispirato alla preparazione militare: una formula che, inevitabilmente, richiama un immaginario diventato particolarmente riconoscibile nel dibattito pubblico degli ultimi tempi e che farebbe piacere a Roberto Vannacci.
Il corso viene presentato come un allenamento per chi vuole superare i propri limiti, alternando esercizi individuali e lavoro di gruppo. Una scelta che amplia il ventaglio della palestra e che, in prospettiva, potrebbe contribuire ad attirare nuovi iscritti. Per ora, però, i numeri restituiscono un quadro fatto di luci e ombre. Veronica Lario può guardare a una perdita in netto calo e a ricavi cresciuti rispetto al 2024. Ma il rosso resta, e la sfida per Mi2 sarà trasformare questo miglioramento in una svolta stabile. Tra corsi, investimenti e una proposta sempre più variegata, la palestra di Milano 2 resta così sotto osservazione: il prossimo bilancio dirà se la risalita è davvero cominciata.


