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“Tutto questo…”. Stasi esce dal carcere, la reazione della famiglia Poggi

Gli avvocati della famiglia Poggi hanno espresso una posizione chiara riguardo alla situazione di Alberto Stasi, sottolineando che l’eventuale concessione di una misura alternativa non corrisponde a una liberazione né a una revisione della condanna. «Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali», hanno spiegato Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna.

Il 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, continua a essere considerato detenuto a tutti gli effetti, con una pena che mantiene i suoi effetti giuridici e sostanziali. Per la parte civile, l’accesso alle misure alternative non cambia l’accertamento dei fatti già stabilito dalle sentenze definitive. «Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente», hanno precisato i legali, evidenziando la differenza tra la fase esecutiva della pena e il giudizio di responsabilità.


La presa di posizione della famiglia Poggi arriva dopo l’udienza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, chiamato a decidere sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali avanzata dalla difesa di Stasi. I giudici hanno preso tempo e il provvedimento sarà depositato nei prossimi giorni. Tizzoni e Compagna hanno ribadito che, pur essendo il residuo di pena inferiore ai quattro anni, ciò consente l’accesso alle misure alternative senza modificare la natura della condanna definitiva.

«A noi interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull’omicidio di Chiara», hanno aggiunto, sottolineando come il procedimento in corso riguardi esclusivamente l’esecuzione della pena e non più la responsabilità penale già definita. La valutazione sul percorso rieducativo di Stasi spetta al tribunale competente. «Quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire», hanno precisato ancora gli avvocati.

La decisione arriva anche dopo il parere favorevole della Procura generale di Milano, un elemento che potrebbe influire sulla valutazione finale. Resta ora l’attesa per il provvedimento del Tribunale, che determinerà se concedere o meno la misura alternativa, chiudendo la fase esecutiva senza alcuna incidenza sulla condanna ormai definitiva.


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