A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emergono nuovi dettagli destinati ad alimentare il dibattito su uno dei casi di cronaca più discussi d’Italia. A riportare l’attenzione sulla scena del delitto è stato Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, che ha deciso di pubblicare sui social alcune fotografie rimaste finora inedite e scattate durante i sopralluoghi effettuati nell’abitazione di Garlasco nell’agosto del 2007.
Le immagini, rimaste lontane dai riflettori per quasi due decenni, mostrano alcuni passaggi delle attività investigative svolte subito dopo il delitto. La loro diffusione arriva in un momento particolarmente delicato, mentre la vicenda è tornata al centro dell’attenzione pubblica grazie alla nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio. Garofano, che per un periodo ha ricoperto il ruolo di consulente della difesa di Sempio prima di lasciare l’incarico, ha spiegato di aver deciso di rendere pubblici quegli scatti per chiarire alcuni aspetti che, a suo giudizio, sarebbero stati interpretati in modo errato nel corso degli anni.

Garlasco, le foto inedite e i fazzoletti sul tavolo di casa Poggi
Secondo quanto evidenziato dall’ex generale, le fotografie mostrerebbero chiaramente il percorso seguito dall’assassino all’interno della villetta e, soprattutto, il luogo in cui si sarebbe lavato dopo l’omicidio. Una ricostruzione che contrasta con alcune ipotesi formulate nel tempo e che riporta l’attenzione sul bagno dell’abitazione. Proprio in quel locale, infatti, durante le indagini vennero individuate tracce riconducibili ad Alberto Stasi sul dispenser del sapone.
Le immagini pubblicate il 3 giugno mostrano la cucina e il bagno sia prima sia dopo il trattamento con il luminol. L’obiettivo dichiarato da Garofano è dimostrare che nella cucina non sarebbero presenti impronte di scarpe attribuibili all’assassino, mentre nel bagno emergerebbe un percorso compatibile con il passaggio del killer. Una lettura che l’ex comandante considera supportata dagli elementi tecnici raccolti all’epoca.

“Queste foto non sono mai state mostrate con la dovuta chiarezza”, scrive Garofano sui social. “Anzi, forse non sono mai state mostrate. Spesso, nel dibattito sul caso Garlasco, si fa confusione sulla reale dinamica e sui movimenti all’interno della casa. E dai dati oggettivi che abbiamo, l’assassino di Chiara si è lavato nel bagno, non in cucina. Ho deciso di condividere con voi queste immagini degli accertamenti per ristabilire i fatti”.
Ma la pubblicazione delle fotografie ha riportato alla luce anche un altro elemento rimasto per anni ai margini delle indagini: alcuni fazzoletti usati trovati sul tavolo della cucina il giorno dell’omicidio. Quei reperti non furono mai sottoposti ad analisi approfondite, circostanza che nel tempo ha alimentato interrogativi e polemiche.

Garlasco, il generale Garofano sui fazzoletti della villetta Poggi: "Furono scartati perché le tecniche dell'epoca non avrebbero dato esito".#ignotoxhttps://t.co/NqRA2lUmUf
— La7 (@La7tv) June 10, 2026
Intervenendo nel programma “Ignoto X” su La7, Garofano ha spiegato il motivo di quella scelta investigativa. “Quei reperti – ha detto – non furono analizzati a suo tempo per una ragione precisa: le indagini cercavano sangue della vittima o dell’aggressore, e le tecniche dell’epoca non avrebbero comunque consentito di ricavarne risultati utili. Per questo furono scartati”. Una decisione che, secondo l’ex comandante del Ris, era coerente con le metodologie investigative disponibili nel 2007.
Resta tuttavia il fatto che quei fazzoletti non furono mai esaminati e che, almeno in teoria, avrebbero potuto contenere tracce biologiche riconducibili all’autore del delitto. Un dettaglio che oggi torna a far discutere, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie forensi e del rinnovato interesse investigativo attorno al caso di Garlasco. Le fotografie diffuse da Garofano, insieme alle sue dichiarazioni, aggiungono così un nuovo capitolo a una vicenda che continua a suscitare interrogativi anche dopo quasi vent’anni.


