L’Italia Under 17 si prende l’Europa ancora una volta, al termine di una finale da batticuore contro un ottimo Belgio. Gli Azzurrini di Daniele Franceschini hanno vinto ai rigori dopo una partita durissima, rimessa in piedi quando sembrava ormai scivolata via. Per la Nazionale giovanile è un successo dal peso enorme, perché arriva dopo il titolo conquistato nel 2024 e conferma la forza di un gruppo capace di soffrire senza spezzarsi.
La finale di Tallinn sembrava essersi messa malissimo all’85’, quando Ojea ha acceso il Belgio con una grande giocata sulla sinistra. Il suo rasoterra da posizione defilata ha bucato Lupo e fatto esplodere la panchina belga, ormai vicina al trionfo. L’Italia, però, non ha smesso di crederci. Nel finale, sulla girata di Ballarin, il tocco di mano di Dierckx ha regalato agli Azzurrini il rigore della speranza.

Italia Under 17 campione d’Europa
Dal dischetto Fugazzola è stato glaciale. Palla da una parte, portiere dall’altra e 1-1 al 90’, con il pubblico trascinato dentro una finale diventata improvvisamente incandescente. Dopo il pari, la sfida è arrivata alla lotteria dei rigori, terreno già familiare all’Italia dopo la semifinale vinta contro la Spagna. Anche lì era stato decisivo Christian Lupo, portiere del Lecce, capace di parare penalty pesantissimi.
Nella serie finale, le prime sei esecuzioni sono state perfette. Poi proprio Ojea, l’uomo che aveva illuso il Belgio, si è fatto ipnotizzare da Lupo. Sembrava il momento della svolta definitiva, ma Rocca ha calciato a lato e ha rimesso tutto in discussione. La traversa colpita da Moorthamer ha però spalancato di nuovo il paradiso azzurro, lasciando a Perillo il pallone più pesante della serata.

Il destro centrale di Perillo ha chiuso i conti e fatto partire la festa dell’Italia. Un successo arrivato dopo una semifinale altrettanto drammatica contro la Spagna, superata 4-2 ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. In quell’occasione Lupo aveva parato due rigori nella serie decisiva, dopo essere già stato protagonista durante la partita. Un copione da portiere-cavaliere, con guanti al posto della spada.
Per gli Azzurrini è un bis straordinario, dopo il trionfo europeo del 2024, e un segnale luminoso per il futuro del calcio italiano. Il Belgio, alla sua prima finale di categoria, ha giocato con coraggio e qualità, ma l’Italia ha avuto nervi più saldi nel momento decisivo. Franceschini può sorridere: questa generazione ha talento, carattere e una dote rara, quella di restare viva anche quando il destino sembra già scritto.


