La stagione di Ore 14 Sera si è conclusa con una puntata destinata a far discutere. Il programma condotto da Milo Infante, che negli ultimi mesi ha conquistato ascolti importanti e una crescente attenzione del pubblico, ha scelto di salutare i telespettatori dedicando l’intera serata a uno dei casi di cronaca più controversi degli ultimi anni: il delitto di Garlasco. Un finale di stagione costruito attorno a documenti, intercettazioni e confronti accesi che hanno riportato al centro del dibattito le nuove indagini.
Fin dai primi minuti della trasmissione, l’atmosfera è apparsa particolarmente tesa. In studio è andato in scena un lungo confronto tra il conduttore e Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, chiamato a commentare le polemiche e le critiche che continuano ad accompagnare il lavoro della Procura. Un faccia a faccia nel quale il legale non ha nascosto il proprio disappunto verso alcune ricostruzioni circolate negli ultimi mesi.

Lo scontro in studio e le intercettazioni
De Rensis ha esordito con parole molto dure, soffermandosi sulle contestazioni rivolte all’inchiesta e sulle continue discussioni che accompagnano il caso. “E’ un inizio che ho sentito e risentito, 800 giudici hanno condannato Stasi, quattro l’hanno assolto, sono numeri paradossali. Ho sentito anche, non dal collega, che questa sia un’indagine al servizio della revisione, messa in piedi per arrivare a quello. Mai c’è stato un attacco così feroce nei confronti di una Procura, cose gravissime e inedite per me. Uso una metafora sfruttando una partita di calcio, qualcuno è andato negli spogliatoi a farsi la doccia e ha iniziato a schizzare acqua pensando che la partita fosse finita, ma ci sono anche altri in campo a giocare, l’indagine non è finita”.

Nel corso della trasmissione è stato poi proposto un passaggio particolarmente delicato: un’intercettazione telefonica tra Andrea Sempio e sua madre. Nella registrazione emerge tutta la sofferenza della donna per le accuse e l’esposizione mediatica che da mesi coinvolgono il figlio. Con la voce spezzata dalle lacrime, la madre afferma: “Su Rai2 ancora quel bastardo di m, che dice in televisione che tu sei un assassino e hanno spostato avanti l’orario. Ci buttano m* addosso e solo i tuoi avvocati non si fanno sentire da nessuna parte”.

Dall’altra parte, Sempio cerca di tranquillizzarla e minimizzare quanto sta accadendo. Nella conversazione si sente infatti rispondere: “Stai tranquilla, è solo la trasmissione. E’ una caa che ha detto quello lì, io sono tranquillissimo”. Ma la madre insiste e torna ad attaccare l’avvocato di Stasi, sostenendo: “E’ De Rensis, quel pezzo di m* su Raidue, quello ha detto chiaramente che sarai stato te con qualcun altro”.
Le parole ascoltate in studio hanno inevitabilmente suscitato reazioni immediate. Chiamato a replicare, De Rensis ha scelto un tono più misurato, spiegando di non voler alimentare ulteriori polemiche. Il legale ha sottolineato come le offese ricevute non rappresentino, a suo giudizio, l’aspetto più doloroso della vicenda.
“Sono molto credente, pratico il perdono, cosa vuole che siano queste offese in confronto alla lettera che ha ricevuto Stasi in prigione? Non sono nulla, non sono piacevoli, ma a confronto cosa vuole che sia?“, ha dichiarato l’avvocato, evidenziando come la situazione vissuta dall’ex fidanzato di Chiara Poggi abbia raggiunto livelli che ritiene ben più gravi delle critiche personali ricevute.
La puntata si è poi spostata su un’altra intercettazione, risalente al 21 marzo 2025, registrata all’interno di un’automobile. In quel dialogo si affronta il tema delle nuove indagini e delle attività della Procura. Nella conversazione emerge una profonda diffidenza nei confronti dell’inchiesta e di alcune figure coinvolte nel procedimento.
Nella registrazione si ascolta infatti: “Questa cosa è strana, ieri sera stavamo parlando e lui e l’Angela continuavano a dire: ‘Si vede che è una cosa pilotata in qualche modo perché gli elementi non vengono detti. Perché dovresti tirare fuori elementi che negli anni hanno dato risultati incerti o dubbi? Dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stracorrotta, Napoleone, Civardi, sono tutti stracorrotti”. Un passaggio che ha chiuso una serata intensa e carica di tensioni, confermando ancora una volta come il caso Garlasco continui a dividere opinione pubblica, protagonisti della vicenda e addetti ai lavori, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi.


