È uno di quei momenti in cui la città sembra ancora addormentata, ma basta un attimo per trasformare tutto in una scena da brividi. Luci blu che tagliano il buio, sirene, persone che si fermano con il fiato corto. E una domanda che rimbalza tra chi passa e chi resta bloccato: com’è potuto succedere proprio lì?
Succede all’improvviso, quando la strada è più “vuota” e ci si illude che il pericolo sia lontano. Invece, nelle ore più fragili del mattino, basta una presenza inattesa sull’asfalto per scatenare una tragedia. E questa volta l’impatto è stato devastante, tanto da fermare tutto e richiamare sul posto i rilievi.
È accaduto sul Viadotto all’Indiano, una delle direttrici più trafficate di Firenze. L’allarme è scattato intorno alle 4.30 di mercoledì 3 giugno: alle sale operative era stata segnalata la presenza di un pedone sulla carreggiata. Pochi minuti dopo, la situazione è precipitata.

Secondo la prima ricostruzione, un uomo a piedi sarebbe stato travolto da uno scooter che procedeva in direzione aeroporto, all’altezza dell’autovelox presente sul viadotto. Per il pedone, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Nell’impatto è rimasto coinvolto anche il conducente del motoveicolo: un uomo di 52 anni. I soccorsi lo hanno trasportato in ospedale in codice rosso, a causa delle gravi lesioni riportate nello scontro.
In queste ore, la polizia municipale sta lavorando per chiarire con precisione la dinamica e soprattutto un punto che resta centrale: perché il pedone si trovasse su quel tratto di strada, in un orario così delicato e in una zona ad altissimo scorrimento.
Per permettere le operazioni di soccorso e gli accertamenti tecnici, il Viadotto all’Indiano è stato chiuso al traffico. La circolazione in direzione dell’aeroporto di Peretola risulta interrotta, con pesanti ripercussioni sulla viabilità proprio mentre la città torna a riempirsi per l’inizio della giornata lavorativa.

Gli agenti sono impegnati nei rilievi e nella raccolta di tutti gli elementi utili. Ogni dettaglio, in casi come questo, può fare la differenza: tempi, distanze, eventuali segnalazioni precedenti e la sequenza degli eventi. Un’alba che doveva scorrere come tante e che invece si è trasformata in tragedia.


