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Garlasco, la mossa della difesa di Andrea Sempio: “Ora siamo pronti”

  • Italia

L’attenzione mediatica sul delitto di Garlasco continua a crescere e, proprio nel giorno del debutto di una nuova trasmissione informativa estiva, il caso torna al centro del dibattito pubblico. A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’inchiesta vive una fase particolarmente delicata e ogni nuova iniziativa della Procura di Pavia finisce inevitabilmente sotto i riflettori. Le ultime mosse degli inquirenti hanno infatti aperto un nuovo fronte di confronto tra accusa e difesa.

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Nella prima puntata di Morning News, partita oggi, lunedì 1° giugno 2026, al posto di Mattino Cinque, ampio spazio è stato dedicato agli sviluppi investigativi che riguardano Andrea Sempio, oggi al centro della nuova indagine. Tra consulenze tecniche, intercettazioni e analisi dei materiali sequestrati, il quadro continua ad arricchirsi di elementi che stanno alimentando un acceso confronto tra esperti, magistrati e avvocati.


La battaglia sulla consulenza psichiatrica

Uno degli aspetti più discussi riguarda la decisione della Procura di procedere con una valutazione di carattere psichiatrico e personologico sull’indagato. Un passaggio considerato dagli inquirenti particolarmente importante per comprendere alcuni aspetti della personalità di Sempio. Tuttavia, la difesa ha già chiarito che il proprio assistito non prenderà parte direttamente a questo accertamento, una scelta che non impedirà comunque al consulente nominato dalla Procura di svolgere il proprio incarico.

L’incarico è stato affidato allo psichiatra forense Roberto Catanesi, figura di grande esperienza nel settore. Il professionista dovrà elaborare le sue valutazioni esaminando il materiale raccolto dagli investigatori: documenti sequestrati durante le perquisizioni, contenuti pubblicati online, ricerche effettuate sul web e messaggi comparsi in alcuni forum frequentati dall’indagato. Tutto questo senza alcun colloquio diretto con Sempio.

A pesare nell’analisi ci saranno anche le numerose intercettazioni finite agli atti dell’inchiesta. Gli investigatori ritengono che alcune conversazioni possano fornire elementi utili per delineare il profilo dell’indagato. Sotto la lente sono finiti anche alcuni testi pubblicati online negli anni passati, nei quali emergerebbero riflessioni controverse sulla violenza e sul rapporto tra uomo e donna. Proprio questi contenuti rappresentano uno degli aspetti più dibattuti dell’intera indagine.

La difesa, però, contesta la lettura proposta dall’accusa e invita alla massima prudenza. Secondo i consulenti di Sempio, molti di quei materiali andrebbero contestualizzati e non potrebbero essere interpretati automaticamente come indicatori di una reale propensione criminale. Una posizione che punta a ridimensionare il peso attribuito dagli investigatori ai contenuti recuperati durante le indagini.

A ribadire questa linea è stato Armando Palmegiani, consulente della difesa, intervenuto proprio durante la trasmissione. Lo specialista ha dichiarato: “Parliamo di racconti, vanno valutati, ma sono cose che scriveva sui diari, c’è stata la valutazione del RACIS, anche se per ora siamo in una fase di indagine. Vedremo con un giudice cosa dirà, noi abbiamo presentato cinque consulenze tecniche e una memoria, siamo pronti a ogni perizia o incidente probatorio”. La difesa di Sempio, insomma, è pronta a parlare e giocarsi le sue carte convinta di poter cambiare la versione della procura.

“Per il resto non ci ha ancora chiesto niente nessuno, abbiamo saputo della consulenza tecnica sul materiale documentale e basta. Siamo in un momento particolare, c’è stata la chiusura indagini e la consulenza del RACIS, ma noi ci chiediamo, se la parte personologica è talmente importante è giusto che si vada in perizia, poi la scelta spetta agli avvocati. Gli avvocati hanno fatto una memoria per spiegare le intercettazioni, questo compito spetta a loro.”

Palmegiani si è poi soffermato anche su uno degli audio più discussi degli ultimi mesi, invitando a un’analisi indipendente del materiale: “Io ho sentito l’audio filtrato in vari modi, non sento penna, invito a risentirli tutti, soprattutto questo senza i sottotitoli. C’è un ‘mica’ prima del momento in cui lui sostiene di avere il video intimo, invito tutti a farsi un suo giudizio, ma sentendo autonomamente l’audio senza sottotitoli”. Un intervento che evidenzia ancora una volta quanto il caso Garlasco sia entrato in una fase decisiva, nella quale ogni parola, ogni intercettazione e ogni consulenza tecnica rischiano di diventare determinanti per il futuro dell’inchiesta.


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