Doveva essere una giornata di risate, foto di gruppo e adrenalina, di quelle che a scuola si ricordano per anni. E invece, nel giro di pochi minuti, l’entusiasmo si è trasformato in paura pura: urla sulla riva, insegnanti che corrono, compagni immobilizzati dallo choc. In acqua, all’improvviso, mancava qualcuno.
All’inizio è sembrata una di quelle situazioni che si risolvono in fretta: un attimo di confusione, poi tutti tornano su, bagnati e spaventati ma salvi. Solo che questa volta no. Un ragazzino non riemergeva. E mentre il fiume continuava a scorrere, il tempo ha iniziato a fare paura.
È successo in Pennsylvania, sui monti Pocono, durante una gita scolastica che coinvolgeva 75 studenti. Il gruppo stava partecipando a un’uscita guidata di rafting sul fiume Lehigh: un’esperienza organizzata, seguita, pensata per vivere l’avventura in sicurezza.

Secondo la prima ricostruzione delle autorità, nel pomeriggio di mercoledì 27 maggio il gommone con a bordo cinque ragazzi si è ribaltato all’improvviso. Tutti sono finiti in acqua. Quattro sono riusciti a tornare a galla. Il quinto, un dodicenne, è sparito sotto la superficie.
A raft carrying 12-year-old Cesar Albarracin Guncay capsized and all five people on board fell into the water during an annual school field trip in the Poconos. Search and rescue teams swept the river and Guncay was found dead. pic.twitter.com/qZU77Y0SFn
— Anne Young (@HanneyYoung) May 29, 2026
È scattata immediatamente un’operazione di ricerca e soccorso lungo il tratto di fiume interessato. Squadre sul posto hanno battuto la zona, metro dopo metro, con l’urgenza di chi sa che ogni secondo può cambiare tutto.
Quando il bambino è stato recuperato dalle acque del Lehigh River, però, la speranza si era già assottigliata. Il dodicenne è stato dichiarato morto alle 18:50. L’ufficio del medico legale della contea di Carbon ha stabilito che il decesso è avvenuto per annegamento accidentale.
Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle condizioni del fiume, sull’equipaggiamento di sicurezza utilizzato o su cosa, esattamente, abbia provocato il ribaltamento. Informazioni che saranno decisive per capire se si sia trattato di una tragica fatalità o se ci siano stati fattori evitabili.
Il colpo è stato devastante per l’intera comunità scolastica. Il sovrintendente del Sag Harbor School District, Jeff Nichols, ha affidato il cordoglio a una nota ufficiale: «A nome dell’intero distretto, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari in questo momento di immenso dolore».
Parole che provano a tenere insieme l’incredulità e la realtà, ma che raccontano anche quanto quel bambino fosse parte viva della scuola: «Non ci sono parole per esprimere adeguatamente la profondità di questa perdita. Era un bambino che contava profondamente per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. La sua assenza lascerà un vuoto incolmabile nelle nostre aule, nei nostri corridoi e nelle nostre vite».
Sulla dinamica dell’incidente sono in corso accertamenti: la Pennsylvania Fish and Boat Commission ha avviato un’indagine per chiarire con precisione cosa sia accaduto e verificare eventuali responsabilità. In situazioni come queste, ogni dettaglio può contare: dal tratto di fiume alle procedure seguite, fino alla gestione dell’emergenza.
Intanto la scuola ha annunciato che psicologi e consulenti saranno a disposizione di studenti e personale per offrire supporto. Perché oltre ai fatti, restano gli occhi di chi c’era, la paura che non si spegne subito e una gita che, in un attimo, ha cambiato per sempre il ricordo di un’intera classe.


