L’incidente avvenuto alle Maldive lo scorso 14 maggio ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana. Quella che doveva essere un’immersione tra le meraviglie naturali dell’arcipelago si è trasformata in una tragedia senza precedenti, consumatasi all’interno di una grotta sommersa. Cinque subacquei italiani hanno perso la vita durante l’escursione, in circostanze che continuano a essere oggetto di approfondimenti e accertamenti. La notizia ha suscitato dolore e commozione in tutto il Paese, soprattutto nelle comunità da cui provenivano le vittime.
Tra loro c’era anche Muriel Oddenino, 31 anni, biologa e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienza della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova. Una giovane professionista apprezzata per il suo impegno scientifico e umano, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto profondo non solo tra colleghi e amici, ma anche nel mondo accademico che ne seguiva con interesse il percorso professionale.

Incidente Maldive, cosa è successo al funerale di Muriel Oddenino
Oggi una folla numerosa si è radunata davanti alla parrocchia di Santa Maria Maggiore a Poirino, nel Torinese, per dare l’ultimo saluto alla giovane ricercatrice. Un momento di grande raccoglimento e partecipazione, nel quale l’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia colpita da un dolore immenso.
All’interno della chiesa, accanto alla bara bianca, era stato posato un delicato cuscino composto da rose, ranuncoli e tulipani, tutti rigorosamente bianchi, simbolo di purezza e di un addio carico di emozione. Familiari, amici, conoscenti e rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte alla cerimonia funebre in un clima di profonda commozione e tantissime persone sono accorse per dare l’ultimo saluto a Muriel.

A vivere il momento più difficile sono stati Andrea e Silvina, padre e madre di Muriel, che hanno accompagnato la figlia nel suo ultimo viaggio. Attorno a loro si è raccolto l’affetto di una comunità intera, desiderosa di offrire conforto a una famiglia segnata da una perdita tanto improvvisa quanto drammatica.
“Vent’anni fa toccavo la bara di mio fratello, ora quella di mia figlia. Da questa generazione ci si aspetta la vita, che ci passi davanti: lei non ha visto il mezzogiorno, mentre io sono alla sera. Quando questa bara uscirà, tornerò a pensare a lei viva che correva su queste strade, dove la sera non c’è molto traffico. Muriel bambina che provava ad andare in bicicletta o con i pattini a rotelle”, ha detto il padre. “Voglio ringraziare tutti voi che siete venuti – ha detto il papà di Muriel rivolgendosi alle persone presenti in una chiesa gremita -. Ci hanno scritto amici del paese, amici lontani che vengono dalla Liguria dove Muriel viveva, dalle autorità”. Fuori dalla parrocchia un’altra folla ha assistito alla funzione religiosa attraverso degli altoparlanti.
“Noi esseri umani vogliamo rivedere vive le persone che se ne sono andate. Penso a Muriel intrappolata nella grotta, spero che con quelle ultime boccate di ossigeno si sia addormentata, che un angelo sia venuto a dirle: ‘Non aver paura, ci sono io qui con te‘, che gli ultimi rimasti lucidi si siano presi per mano”, ha detto ancora.


Tra i presenti anche il sindaco di Poirino, Nicholas Padalino, che ha voluto manifestare personalmente la vicinanza dell’amministrazione comunale. Per la giornata delle esequie è stato proclamato il lutto cittadino, un gesto simbolico che testimonia quanto la scomparsa della giovane biologa abbia colpito l’intero territorio. Alla cerimonia hanno partecipato inoltre esponenti della giunta comunale e rappresentanti di altre istituzioni locali, uniti nel rendere omaggio a una giovane donna che aveva dedicato la propria vita allo studio e alla ricerca scientifica.
Il funerale di Muriel Oddenino è diventato così non solo un momento di dolore privato, ma anche un’occasione di riflessione collettiva su una tragedia che ha spezzato cinque vite durante una passione condivisa per il mare e l’esplorazione subacquea. Un addio commosso che ha lasciato il segno in tutta la comunità, ancora incredula davanti a una perdita così devastante.


