Negli ultimi mesi il nome di Andrea Sempio è tornato con forza al centro del dibattito mediatico legato al delitto di Garlasco. La nuova inchiesta della Procura di Pavia ha riacceso i riflettori su una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni, riportando alla luce dettagli, intercettazioni e rapporti personali che oggi vengono nuovamente analizzati dagli investigatori. Ogni movimento della famiglia Sempio, ogni telefonata e ogni contatto vengono passati al setaccio nel tentativo di comprendere se ci siano elementi rimasti nell’ombra durante le prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.
In questo clima di crescente attenzione, gli inquirenti stanno concentrando il loro lavoro non soltanto sugli aspetti strettamente investigativi, ma anche sulle relazioni personali che ruotavano attorno alla famiglia di Andrea Sempio nel 2007. Tra le ipotesi che vengono approfondite ci sarebbe anche quella di eventuali “canali privilegiati” o atteggiamenti considerati troppo favorevoli durante le prime fasi investigative. Ed è proprio in questo scenario che emergono nuove ombre su amicizie, telefonate e strategie che la famiglia avrebbe adottato per evitare di essere controllata o intercettata.

Garlasco, chi la zia di Andrea Sempio
Gli investigatori del caso Garlasco vogliono fare chiarezza sui rapporti tra Silvia Maria Sempio, zia di Andrea, e Andrea Marchetto, ex comandate dei carabinieri di Garlasco all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi. Si pensa, infatti, che la loro amicizia abbia garantito ad Andrea Sempio un atteggiamento favorevole durante le prime indagini del 2007. Marchetto era già finito sotto indagine e poi condannato per peculato dopo aver dato illegalmente a Silvia Maria un GPS per spiare il marito.
Intanto, da nuovi atti dell’inchiesta emerge la preoccupazione della famiglia Sempio di essere controllata o ascoltata. Il 28 maggio 2025, tre giorni dopo l’interrogatorio disertato da Andrea Sempio per un vizio procedurale, la madre Daniela Ferrari avrebbe attivato a Vigevano un nuovo numero telefonico per chiamare il marito: “Ciao, sono io. È il nuovo numero“, dice la donna. “No, ho detto non telefonare, perché poi magari intercettano e…“, risponde brusco Giuseppe Sempio.

Secondo quanto riportato negli atti, il padre di Andrea avrebbe poi suggerito al figlio di adottare alcune precauzioni per evitare di essere ascoltato dagli investigatori, “quantomeno in occasione dei momenti in cui debbano fare il punto della situazione“. Un passaggio che gli inquirenti starebbero valutando con attenzione nell’ambito delle nuove verifiche investigative.
In un’altra occasione, il 10 aprile 2025, Giuseppe chiama Andrea e gli dice: “Ascolta, se dobbiamo parlare di cose particolari abbiamo deciso di chiedere il permesso alla Paola di andare in Crivellina“, un’area privata riservata alla caccia. “Così siamo fuori e non seguono qua… non c’è problema magari che vengono ad ascoltare. Cosa ne pensi?“.

Il 38enne, però, si sarebbe mostrato contrario alla proposta del padre: “No, non facciamo troppi movimenti, sarebbe più strano ancora“. Una frase che ora viene riletta dagli investigatori nel contesto della crescente paura della famiglia di essere monitorata.
Come segnalano gli investigatori, una dei due proprietari della Crivellina è proprio Silvia Maria Sempio, zia di Andrea. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore tassello a una vicenda sempre più complessa e che continua a sollevare interrogativi sul ruolo e sui rapporti delle persone vicine alla famiglia Sempio durante le diverse fasi dell’inchiesta sul delitto di Garlasco.


