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“Sono stra-corrotti”. Garlasco, Sempio intercettato: la bomba sui giudici

  • Italia
Garlasco, Andrea Sempio e Alberto Stasi: i protagonisti del caso Chiara Poggi

Il caso Garlasco continua a muoversi su un terreno sempre più complesso, dove ogni nuovo elemento sembra destinato ad alimentare interrogativi piuttosto che scioglierli. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, le indagini riaperte dalla Procura di Pavia stanno riportando sotto i riflettori nomi, piste e dettagli che per anni erano rimasti ai margini. Al centro dell’attenzione c’è ancora una volta la ricostruzione scientifica dei fatti, tra impronte, tracce biologiche e nuove analisi che potrebbero cambiare il quadro accusatorio.

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Negli ultimi mesi, il lavoro degli inquirenti si è concentrato soprattutto su alcuni snodi chiave: dalla discussa impronta 33 fino al materiale genetico rinvenuto sulle unghie della vittima. Elementi che, secondo la Procura, meritano un ulteriore approfondimento tecnico attraverso strumenti come l’incidente probatorio, destinato a cristallizzare le prove davanti a un giudice terzo. Ma proprio su questo punto si sta consumando uno dei contrasti più accesi tra accusa e difesa.


Le intercettazioni e il sospetto di un’indagine pilotata

In questo clima già carico di tensione, emergono ora nuovi dettagli legati ad Andrea Sempio, l’uomo finito nuovamente nel registro degli indagati. Dopo settimane di indiscrezioni e frammenti investigativi, iniziano a prendere forma alcune conversazioni intercettate che raccontano il suo stato d’animo e, soprattutto, la sua lettura di quanto sta accadendo intorno a lui.

Dopo lo sfogo ai giornali dei genitori e la preparazione dell’imminente “contrattacco” da parte della sua difesa, emergono nuovi particolari su Andrea Sempio e quanto avrebbe detto in alcune delle intercettazioni che da settimane stanno, goccia dopo goccia, emergendo fuori dalle aule della Procura.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il nuovo principale indiziato per l’omicidio di Chiara Poggi racconta ad una amica in macchina dell’incontro con i difensori avvenuto nell’ultimo anno. Al centro delle riflessioni, l’imminente incidente probatorio: “Lui e l’Angela (Taccia, ndr) continuavano a dire: si vede che è una cosa pilotata dove gli elementi non vengono detti”.

Il tono delle parole è netto, carico di diffidenza e sospetto. Sempio non si limita a esprimere dubbi, ma arriva a formulare accuse molto pesanti nei confronti di chi conduce le indagini: “Sappiamo che dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stra-corrotta. Napoleone, Civardi… sono tutti stra-corrotti”, continua Sempio. “E poi c’è la gip che è Garlaschelli che l’Angela — prosegue — m’ha detto che è una str…”.

Subito dopo, però, lo stesso indagato sembra ridimensionare almeno in parte il giudizio su uno dei magistrati coinvolti, correggendo il tiro: “In realtà la Garlaschelli si è rivelata una persona corretta cioè, magari str… nei modi anche se Angela mi ha detto che l’ha trattata bene, ma corretta”. Una precisazione che non cambia però il senso generale di sfiducia nei confronti dell’inchiesta.

Il punto più delicato resta quello dell’analisi del dna e della volontà degli inquirenti di portare tutto davanti a un giudice. Una prospettiva che, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, viene vissuta con forte sospetto dalla difesa. “Vuol dire che già loro quella cosa lì l’avevano già valutata — insiste l’indagato — c’è qualcosa sotto che non va. Difatti l’Angela mi dice: questo qui non è un problema tecnico-giuridico, per me è la gente con cui abbiamo a che fare”.

Nelle intercettazioni il commesso di 38 anni continua: “Perché le persone sotto sono corrotte. Quindi io mi aspetto il peggio possibile da tutto questo”. Parole che raccontano una visione cupa e ormai rassegnata dell’esito giudiziario: “Magari lunedì dicono: già fanno l’incidente probatorio. Se lo fanno lunedì vuol dire che proprio sotto sono… son tutti pagati e via… E vediamo”.

A chiudere il quadro, anche il dialogo con l’amica presente in auto, che prova a interpretare i suoi timori: “Cioè, quindi, tipo l’avvocato di Stasi conosce questi qua e… E in qualche modo: cioè, fanno in quel modo lì? Con conoscenze?”, Andrea Sempio annuisce: “Ci son troppe cose sotto strane… Troppe, robe strane”. Un passaggio che sintetizza il clima di sospetto e tensione che continua ad avvolgere uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia.


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