La morte di Paola Valpreda, insegnante di lettere di 59 anni al liceo scientifico Gobetti di Torino, ha scosso la scuola in cui lavorava e ha aperto una serie di interrogativi sulle sue ultime ore di vita. La donna è stata trovata senza vita nel suo appartamento di via Luigi Cibrario, nel capoluogo piemontese, dove abitava da sola. A dare l’allarme, dopo vari tentativi di contatto rimasti senza risposta, sono stati alcuni colleghi.
La docente, figlia dell’ex assessore regionale alla sanità Mario Valpreda, era assente dal lavoro per malattia a causa di disturbi gastrointestinali. Proprio il silenzio improvviso della professoressa ha spinto gli insegnanti del liceo a cercarla più volte al telefono. Poi, nella mattinata di giovedì, un collega ha raggiunto la sua abitazione, ha bussato senza ottenere risposta e ha lasciato un biglietto sotto la porta.

A quel punto sono stati chiamati i carabinieri. I militari sono intervenuti nell’appartamento, hanno forzato l’ingresso e hanno trovato il corpo della donna. La scoperta ha dato avvio ai primi accertamenti, mentre la procura di Torino, con la pm Rossella Salvati, ha aperto un’inchiesta per ricostruire con precisione cosa sia accaduto prima del decesso.
Secondo quanto emerso finora, la prima richiesta di aiuto risale alla serata di martedì 19 maggio. Paola Valpreda avrebbe accusato nausea e dolori addominali, disturbi che duravano già da alcuni giorni, e avrebbe chiesto l’intervento del 118. I sanitari l’hanno soccorsa nella sua abitazione, al terzo piano di un palazzo di via Cibrario, e l’hanno accompagnata all’ospedale Maria Vittoria, che si trova non lontano da casa.

È in questo passaggio che si concentra una parte decisiva degli accertamenti. La 59enne, infatti, sarebbe rimasta in pronto soccorso per circa due ore. Nella struttura sanitaria sarebbe stata visitata e poi dimessa dopo la somministrazione di un farmaco, il Plasil, secondo quanto riferito dal fratello Andrea. In base a una prima analisi esterna del medico legale, la morte sarebbe avvenuta poco dopo il rientro della donna nell’appartamento.
Gli investigatori stanno ora cercando di mettere in fila ogni dettaglio di quella sera. I carabinieri hanno sequestrato il cellulare della professoressa, che sarebbe stato trovato con il collegamento WhatsApp aperto proprio dalla serata di martedì. Un elemento che potrebbe aiutare a capire se, nelle ore successive alle dimissioni dall’ospedale, Paola Valpreda fosse in contatto con qualcuno o stesse raccontando le proprie condizioni. La procura ha disposto l’autopsia sul corpo della docente. L’esame verrà eseguito venerdì 22 maggio e sarà fondamentale per chiarire le cause della morte e stabilire se vi siano elementi da approfondire sul piano sanitario. I familiari vogliono comprendere se le dimissioni dal pronto soccorso siano avvenute con tempi e modalità adeguate alla situazione clinica della donna. Per questo si sono affidati all’avvocata Francesca Perotto.
Andrea Valpreda, fratello della vittima, ha spiegato agli investigatori che la sorella aveva affrontato e superato alcuni problemi di salute. Due anni fa era stata operata nello stesso ospedale Maria Vittoria, ma secondo il racconto dei familiari le sue condizioni si erano poi stabilizzate. “Adesso stava bene, dopo un periodo di riabilitazione”.
Il liceo Gobetti, intanto, ha affidato al proprio sito ufficiale un messaggio di cordoglio per ricordare l’insegnante. “Con profondo dolore annunciamo la scomparsa della nostra professoressa Paola Valpreda – si legge -. Tutti noi la ricordiamo per la determinazione, l’incisività e la dedizione con cui ha sempre svolto il suo lavoro, rappresentando per anni una vera colonna della nostra comunità scolastica. In questo difficile percorso è stata accompagnata con affetto, vicinanza e cura da tutti noi fino all’ultimo giorno della sua vita. Ci stringiamo con commozione attorno alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene”.
La comunità scolastica si stringe dunque attorno alla famiglia, mentre l’indagine prova a dare una risposta alla domanda centrale: cosa è accaduto tra il passaggio in pronto soccorso, il ritorno a casa e la morte della professoressa. Saranno l’autopsia, l’esame della documentazione sanitaria e gli accertamenti sul telefono a chiarire le ultime ore di Paola Valpreda.


