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Garlasco, il commento dell’avvocato De Rensis dopo gli ultimi sviluppi: “Bisogna arrendersi”

  • Italia

Garlasco torna ancora una volta al centro del dibattito televisivo. Nella puntata del 19 maggio 2026 di “È sempre Cartabianca”, il programma condotto da Bianca Berlinguer ha dedicato un ampio approfondimento al delitto di Chiara Poggi, mentre continuano a far discutere gli ultimi sviluppi dell’inchiesta della Procura di Pavia. Gli investigatori hanno chiuso le indagini indicando Andrea Sempio come unico responsabile dell’omicidio della giovane, avvenuto il 13 agosto 2007, ma il 38enne continua a proclamarsi innocente.

Nel corso della trasmissione sono stati ripercorsi i principali elementi raccolti dagli inquirenti nell’ultimo anno di lavoro. Secondo la Procura, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa dopo aver respinto un approccio sessuale da parte di Sempio. Gli investigatori ritengono inoltre rilevanti il presunto falso alibi dello scontrino di Vigevano, le telefonate effettuate a casa Poggi pochi giorni prima del delitto e i cosiddetti “soliloqui” del 2025. Tra le intercettazioni citate in studio anche quella in cui il padre dell’indagato direbbe alla moglie: “Lo scontrino lo hai fatto tu”.

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Garlasco, il commento dell’avvocato Antonio De Rensis dopo gli ultimi sviluppi: “Bisogna arrendersi”

Bianca Berlinguer ha chiesto ad Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, quale possa essere il prossimo passaggio dell’inchiesta: “Il prossimo passaggio importante è capire se l’indagato si farà interrogare”. Alessandra Viero ha quindi spiegato: “E’ possibile sia così, non so perché. La sua difesa ha sempre detto di non volerlo fare parlare finché non avrebbero conosciuto le carte della Procura, ora sono state depositate, le abbiamo lette, quindi è una scelta difensiva. Si deve capire quale sia l’impatto a livello mediatico nel farsi interrogare o meno”. De Rensis ha poi aggiunto: “C’è un impatto anche processuale. Anche le attenuanti possono derivare dal comportamento processuale, una chiusura totale…”. La giornalista ha quindi proseguito: “So che la difesa sta lavorando a sue consulenze per rispondere all’informativa dei carabinieri, che è molto corposa”.

sempio frase registrata garlasco

Nel dibattito si è parlato anche delle lettere scritte dalla madre di Andrea Sempio e del confronto con il comportamento della madre di Alberto Stasi. Alessandra Viero ha commentato: “Certamente mi hanno colpito, sono parole sgradevoli e inopportune, immagino fosse esasperata, si parla di una famiglia sul lastrico per le spese di difesa, comunque sgradevole e non opportune, non spetta a me giudicarle. Trovo invece più maturo Sempio oggi, a ‘Quarto Grado’ ha detto di non sentirsi vittima della giustizia, pensa che i magistrati non siano cattivi e che sia necessario chiarire i dubbi se ci sono. E’ un atteggiamento più costruttivo rispetto a quello della madre”.

Antonio De Rensis ha quindi replicato: “Non ho mai giudicato i comportamenti personali di chi soffre, mi limito a dire una cosa, c’è una donna che si chiama Elisabetta, vent’anni fa aveva due amori, uno si chiamava Nicola, e non c’è più, morto per una malattia autoimmune un anno dopo l’annullamento dell’assoluzione, l’altro si chiama Alberto ed è in carcere da dieci anni e mezzo. Quante lettere avrebbe potuto scrivere la mamma di Alberto? A tante persone, a chi ha cancellato l’alibi del computer, a chi ha ribaltato il pigiama della povera Chiara con le impronte dell’assassino, a chi ha parlato per anni e anni di immagini pedopornografiche che non c’erano, quante lettere avrebbe potuto scrivere? Non le ha scritte, è una donna che vive in silenzio il suo dolore con una dignità unica. Ovviamente la prima e unica grande vittima è Chiara, una ragazza meravigliosa che non c’è più, ma in questa storia c’è tanto dolore collaterale”.

Marco Oliva ha poi provato ad analizzare il diverso atteggiamento delle due famiglie: “L’avvocato ha ragione, guardando ai giorni d’oggi la mamma di Stasi potrebbe mandare una lettera, ma non lo farà, ne sono certo. Qui siamo di fronte a due mamme che hanno vissuto un dolore e hanno reagito diversamente. La mamma di Sempio con quelle lettere sgradevole, ma per lei il figlio veniva tirato in mezzo in una vicenda in cui non c’entrava niente, riteneva e ritiene il figlio innocente. La mamma di Stasi, che riteneva il figlio innocente, dopo il terzo grado di giudizio ha messo mano al portafoglio, prendendo investigatori privati e facendo seguire Sempio per raccogliere delle prove”. Berlinguer lo ha quindi interrotto: “Perché non è legittimo? La mamma di Alberto è convinta dell’innocenza del proprio figlio non è legittimo cerchi in qualche modo di dimostrarlo? Se questa inchiesta è stata riaperta qualche problema ci sarà”.

Oliva ha quindi replicato: “Non ho detto che non sia legittimo, sto provando a capire la mamma di Sempio, che imputa alla mamma di Stasi la riapertura, visto che sono stati gli investigatori privati da lei chiamati a far aprire quella vicenda. Ricordiamoci che quando lei scrive Sempio è uscito dalla vicenda, c’era stata l’archiviazione. Magari aveva dentro un sentimento sbagliato, è stato un modo diverso di dimostrare l’innocenza dei loro figli”. De Rensis è quindi intervenuto: “Ci sono dei momenti in cui un giornalista che scrive opinioni si deve arrendere. La frase che abbiamo letto: ‘Con i soldi e l’amicizia la metti in c**o alla giustizia’, alziamo le mani per una volta. E’ una frase scritta a un ragazzo, all’epoca Alberto era molto più giovane, in galera, che si professa innocente, certamente l’idea che si possa arrivare alla giustizia con i soldi e l’amicizia è una frase brutta. Non può esserci un parallelismo con l’intraprendere un’azione giudiziaria”.

Nel corso della puntata si è parlato anche dell’inchiesta sulla presunta corruzione legata all’archiviazione del 2017. Tra i passaggi più discussi c’è stata l’intercettazione in cui Andrea Sempio avrebbe detto al padre: “Secondo me era proprio lui che mi chiamava perché qua è lui quando mi ha proposto la roba”. Secondo la Procura, “la roba” sarebbe un riferimento a un presunto accordo per comprare l’indagine. È stato ricordato anche un altro dialogo attribuito al padre dell’indagato: “Adesso bisogna trovare la formula per pagare quei signori lì”.

Sul finale è intervenuto anche Giuseppe Brindisi: “Ci sono tre differenze tra l’indagato/l’imputato e Alberto Stasi. Alberto urla la sua innocenza, sempre, anche nelle intercettazioni quando parla con il papà, nell’inchiesta è sempre collaborativo, dà il DNA, si fa interrogare, Sempio non lo fa. Nelle intercettazioni che riguardano Sempio c’è sempre un comportamento obliquo. Stasi ha sempre parole di affetto enorme nei confronti di Chiara, mentre da Sempio sentiamo un atteggiamento quasi respingente”.


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