Il Ministero della Salute ha pubblicato due nuovi richiami alimentari che interessano prodotti molto diversi tra loro, ma entrambi da non consumare in via precauzionale. Il primo riguarda un lotto di polvere di moringa biologica a marchio Erbavoglio, segnalato per rischio microbiologico; il secondo coinvolge i semi di coriandolo TRS, richiamati per rischio chimico. Gli avvisi rientrano nelle comunicazioni diffuse per informare i cittadini su alimenti potenzialmente pericolosi.
Nel caso della moringa Erbavoglio, il problema indicato nell’avviso è la presenza di Salmonella Spp., emersa dopo controlli ufficiali sulla materia prima. Il prodotto richiamato è venduto in sacchetti da 200 grammi, con numero di lotto MPCHS1224 e termine minimo di conservazione 31/12/2027. La polvere è stata confezionata da Erbavoglio Production Srl, nello stabilimento di via Galvani 6, a San Zeno Naviglio, in provincia di Brescia.

Moringa e coriandolo, i lotti da controllare
La segnalazione sulla moringa in polvere arriva dopo un precedente avviso di sicurezza pubblicato a marzo su un integratore a base di moringa a marchio Rosabella, proveniente dagli Stati Uniti e collegato a un focolaio di salmonellosi resistente agli antibiotici. Per questo, secondo quanto riportato da Il Fatto Alimentare, non si esclude che possa trattarsi della stessa materia prima. In ogni caso, chi possiede il lotto indicato non deve consumarlo e può riportarlo al negozio.
Il secondo richiamo riguarda invece un lotto di semi di coriandolo venduti come “Whole Dhania Coriander Seeds” a marchio TRS. In questo caso il rischio non è microbiologico, ma chimico: è stata rilevata la presenza di clorpirifos, un pesticida organofosfato non autorizzato nell’Unione Europea. Le confezioni interessate sono da 100 grammi, con numero di lotto 5 226L4 e termine minimo di conservazione 08/2027. Il prodotto è stato confezionato da TRS Wholesale Co. Ltd nel Regno Unito.

La raccomandazione per i consumatori è chiara: i prodotti con i lotti e i TMC indicati non vanno utilizzati, ma restituiti al punto vendita d’acquisto. Dal primo gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 82 richiami e ritiri, per un totale di 192 prodotti appartenenti a marchi e aziende differenti. Numeri che confermano quanto sia importante controllare sempre lotto, scadenza e avvisi ufficiali, soprattutto quando si parla di sicurezza alimentare.


