Ci sono storie che non seguono i percorsi tradizionali, ma che riescono comunque a costruire legami profondi e duraturi. È il caso di Luciana Littizzetto, che oggi, a 61 anni, si racconta con uno sguardo intimo e sincero, ripercorrendo i momenti più importanti della sua vita privata. Una vita fatta di affetti autentici, di famiglia costruita giorno dopo giorno e di scelte che hanno lasciato il segno.
Al centro del suo racconto ci sono Vanessa e Jordan, arrivati quando erano solo due bambini e diventati oggi adulti, quasi trentenni, con cui il rapporto si è evoluto nel tempo. Non più solo un legame genitore-figlio, ma un confronto alla pari, più maturo e consapevole. Una relazione che Littizzetto definisce senza esitazioni una famiglia “nata dal cuore”, costruita con dedizione e amore.
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Luciana Littizzetto figli, cosa fanno oggi e il loro desiderio
Prima ancora di parlare dei figli, però, la comica si sofferma sui suoi genitori, regalando uno spaccato familiare fatto anche di ironia. Della madre racconta: “Non è una da entusiasmi fortissimi. Quando le abbiamo organizzato la festa a sorpresa dei 93 anni, oltre a lamentarsi con me perché eravamo in ritardo, ha protestato quando i nostri parenti sono sbucati fuori dalla tavernetta gridando: sorpresa! ‘Se lo sapevo, non venivo’, ci ha gelati”. Un aneddoto che restituisce tutta la vivacità e il carattere deciso della donna.
Diverso il ricordo del padre, descritto con grande tenerezza: “Era molto più riservato, tranquillo. Faceva l’operaio alla Fiat nella catena di montaggio, però era talmente lento che si stressava. Mamma, ai tempi camiciaia, lo convinse a venire a Torino da Bosconero e aprirono una latteria”. Un passato semplice, fatto di sacrifici e scelte coraggiose, che ha contribuito a formare il carattere della stessa Littizzetto.

Ma è nel racconto dei figli che emerge la parte più profonda della sua vita. “Quando sono arrivati a casa, Vanessa e Jordan avevano 11 e 9 anni. Oggi ne hanno 31 e quasi 29. Lei è social media manager e lui lavora nelle produzioni cinematografiche”. Parole che segnano il tempo trascorso e raccontano un percorso di crescita condiviso.
Il rapporto con loro, oggi, è cambiato: “Oggi mi sento più alla loro altezza, il confronto è sullo stesso piano. Cerco di non essere sfinente, non sempre ci riesco. Se ora mi chiamano mamma? No, per loro resto ‘Lu’. Ma hanno espresso il desiderio di avere il mio cognome. Stiamo aspettando che la burocrazia faccia il suo corso”. Un dettaglio che racchiude un legame profondo, fatto di rispetto reciproco e affetto sincero.


Non manca uno sguardo al passato e alle scelte economiche. Littizzetto racconta: “Un appartamento vicino a dove vivo io, a Borgo Po. Mio papà non voleva assolutamente perché significava trasferirsi. Invece ho fatto bene. Mamma sta a pochi numeri civici da me e vado da lei ogni giorno, dalle 16.30 alle 18, cascasse il mondo”. Una quotidianità fatta di presenza costante e attenzioni concrete.
Infine, spazio anche alle ombre e alle polemiche legate alla sua ironia, che non sempre viene accolta senza conseguenze. “Ho una querela in ballo con l’Esercito. Avevo detto che noi italiani non siamo bravi a fare la guerra e un generale ci ha letto un’offesa alle famiglie delle vittime cadute in guerra. Come diceva Massimo Troisi: sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci”, dichiara. E con onestà aggiunge anche un rimpianto: “Avevo preso in giro Carmen Russo per la sua gravidanza adulta. Ci rimase malissimo. Avrei potuto risparmiarmela, mi è dispiaciuto”. Un’ammissione che mostra il lato più umano di una delle voci più riconoscibili della televisione italiana.


