Negli Stati Uniti torna al centro dell’attenzione il rapporto tra immigrazione e accesso ai servizi finanziari, con l’ipotesi di un intervento che potrebbe cambiare in modo sostanziale le procedure di apertura dei conti correnti. La misura, ancora in fase di definizione, punta a introdurre verifiche aggiuntive per gli istituti di credito e rischia di incidere su un’ampia platea di persone, alimentando un clima di incertezza.
Il tema riguarda i criteri con cui le banche identificano i clienti e potrebbe aprire un confronto complesso tra esigenze di controllo, aspetti operativi e implicazioni giuridiche. L’eventuale revisione delle regole andrebbe a toccare un settore regolato da norme federali consolidate, con possibili ricadute anche sui costi di adeguamento per gli operatori.

La proposta attribuita all’amministrazione Trump
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, l’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump starebbe valutando un provvedimento, ipotizzato sotto forma di ordine esecutivo o iniziativa legislativa, con l’obiettivo di impedire a persone prive di un regolare status sul territorio statunitense di aprire un conto bancario.
Il punto centrale sarebbe l’introduzione di un obbligo, per gli istituti di credito, di verificare non soltanto l’identità del cliente ma anche la sua posizione legale negli Stati Uniti, ampliando l’attuale perimetro dei controlli richiesti alle banche.
A riferire pubblicamente dell’impostazione del progetto è stato il segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha indicato la necessità di rafforzare i requisiti richiesti per l’accesso ai servizi bancari.

Le dichiarazioni di Scott Bessent e i controlli richiesti alle banche
In un’intervista televisiva, Bessent ha sostenuto che gli istituti dovrebbero prepararsi a raccogliere informazioni più dettagliate sulla cittadinanza dei correntisti. «Le banche farebbero meglio a prepararsi al compito di raccogliere i dati sulla cittadinanza dei clienti. Gli immigrati clandestini non hanno il diritto di accedere al sistema bancario», ha dichiarato.
Il segretario ha richiamato anche il principio del “know your customer”, affermando che il controllo dovrebbe includere la verifica dello status legale. «Perché cittadini stranieri sconosciuti possono venire e aprire un conto in banca? Il lavoro dei dirigenti bancari è conoscere i clienti. Come si fa a conoscerlo se non si sa se ha uno status legale o illegale?», ha aggiunto.
Quali sono oggi le regole per aprire un conto negli Stati Uniti
Attualmente il sistema bancario statunitense si fonda su norme come il Bank Secrecy Act del 1970, che impone verifiche sull’identità dei clienti per prevenire riciclaggio e altre attività illecite. A questo impianto si affiancano procedure interne e requisiti di identificazione legati al “know your customer”.
Le regole in vigore, tuttavia, non prevedono in modo generalizzato un obbligo per le banche di accertare la regolarità della permanenza del cliente nel Paese. È su questo aspetto che l’amministrazione vorrebbe intervenire, introducendo un livello aggiuntivo di controllo.
Il possibile coinvolgimento del FinCEN
Tra le ipotesi allo studio è stato indicato anche un ruolo del Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), l’agenzia del Dipartimento del Tesoro che applica e supervisiona le norme collegate al Bank Secrecy Act.
L’eventuale utilizzo di margini regolatori disponibili consentirebbe di modificare procedure e requisiti in tempi più rapidi rispetto a una riforma legislativa completa, incidendo direttamente sulle condizioni di accesso al sistema bancario.

Costi per gli istituti e possibili effetti sul sistema
L’introduzione di verifiche più stringenti potrebbe comportare costi rilevanti per le banche, chiamate ad aggiornare procedure, sistemi informatici e processi di controllo. Una stima citata dall’American Action Forum quantifica l’adeguamento in un intervallo compreso tra 2,6 e 5,6 miliardi di dollari.
Oltre all’impatto economico, vengono evidenziate anche potenziali conseguenze sul piano operativo: limitare l’accesso ai conti correnti per alcune categorie di persone potrebbe spostare parte delle transazioni verso canali meno tracciabili, con effetti sulla possibilità di monitorare i flussi finanziari.
Un confronto aperto tra sicurezza e accesso ai servizi
La proposta si inserisce in un equilibrio delicato tra obiettivi di sicurezza e trasparenza del sistema e accesso ai servizi essenziali. Da un lato, l’intento dichiarato è rafforzare i controlli; dall’altro, restano aperte questioni relative all’applicazione pratica, ai costi e alle ricadute complessive.
Il provvedimento risulta ancora in fase di elaborazione e il dibattito istituzionale resta aperto. Eventuali decisioni nei prossimi mesi potrebbero ridefinire in modo significativo il rapporto tra banche, regolamentazione e immigrazione negli Stati Uniti.


