Per anni il delitto di Garlasco è rimasto sospeso tra verità processuale e zone d’ombra, ma oggi il nome di Andrea Sempio torna con forza al centro delle indagini. Gli investigatori stanno lavorando su nuovi elementi legati ad alibi, orari e contatti, con l’obiettivo di verificare la tenuta complessiva di una possibile ricostruzione alternativa dell’omicidio di Chiara Poggi. Un lavoro minuzioso che punta a rimettere insieme ogni dettaglio, anche quelli già esaminati in passato, ma ora riletti con strumenti e prospettive differenti.
Nel corso della puntata odierna di Mattino Cinque il caso è stato ripercorso soffermandosi sui nodi ancora aperti. In studio si è discusso della bicicletta lasciata davanti alla casa della vittima la mattina del delitto, dei possibili spostamenti dell’indagato e della necessità di confrontare ogni ipotesi con riscontri oggettivi. Non solo prove materiali, ma anche la coerenza dei comportamenti ricostruiti nelle ore cruciali, elementi che oggi tornano sotto la lente degli inquirenti.
“Cosa faceva a scuola”. Garlasco, bomba in tv della prof di Alberto Stasi

Garlasco, a Mattino 5 l’intercettazione in auto di Andrea Sempio
Tra i passaggi più discussi ci sono alcune intercettazioni del 2017, riproposte durante la trasmissione. In uno degli audio si sente: “C***. Ho preso un gatto? Maledetto. Eh, che devi fa”. Un frammento che ha colpito gli opinionisti, tanto da spingere la conduttrice a commentare: “Certo, può non volere dire niente, ma a noi ha stupito un po’, una persona così attenta agli animali come ce la descrive la Taccia…”. A intervenire è stata anche l’avvocato Elisabetta Aldrovandi: “Non è solo la parola ‘Maledetto’, ma la contraddizione tra la descrizione di un comportamento di una persona super sensibile, poi investe un gatto e non si ferma. Un menefreghismo assoluto”. Gli stessi audio, tuttavia, sono stati definiti non attinenti sul piano strettamente probatorio.

Il cuore dell’inchiesta resta però la consulenza firmata dalla professoressa Cristina Cattaneo, figura centrale nella rilettura scientifica del caso. La relazione, già depositata in Procura, riguarda la rivalutazione dell’autopsia, una nuova stima dell’ora della morte e una diversa interpretazione della dinamica dell’aggressione, anche alla luce dei più recenti studi sulla distribuzione delle tracce di sangue. Secondo quanto emerso, il lavoro suggerirebbe l’esistenza di una colluttazione tra la vittima e l’aggressore e l’ipotesi dell’utilizzo di almeno due armi diverse.

"Sarà interessante capire la relazione che ha fatto il RaCIS"
— Mattino5 (@mattino5) April 9, 2026
A #Mattino5 l'avvocato Bocellari sul profilo di Sempio pic.twitter.com/0FyK391IYg
Un altro elemento destinato a incidere è la possibile revisione dell’orario del decesso. Le nuove analisi indicherebbero che la morte potrebbe essere avvenuta in un momento diverso rispetto a quanto stabilito negli anni passati. Un dettaglio che, se confermato, cambierebbe la lettura dei tempi e delle presenze, incidendo direttamente sulla valutazione degli alibi. Parallelamente, la Procura ha approfondito anche il profilo comportamentale di Sempio, analizzando appunti personali, contenuti social e altri materiali per verificarne la coerenza con quanto ricostruito nelle ore del delitto.
Il quadro, quindi, si sta progressivamente ricomponendo verso una fase decisiva. Secondo quanto emerso, la Procura avrebbe intenzione di chiudere le indagini e prendere una decisione sulla posizione di Andrea Sempio entro la fine di maggio. Un passaggio cruciale che potrebbe segnare un nuovo capitolo in una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni, sospesa ancora oggi tra certezze acquisite e interrogativi mai del tutto chiariti.


