Si susseguono i colpi di scena sull’omicidio di Chiara Poggi. Poco fa è trapelata la notizia che i carabinieri del Racis avrebbero consegnato la consulenza sul profilo di Andrea Sempio, un documento considerato rilevante che va a completare il quadro delle analisi richieste dalla Procura di Pavia. Tra queste, la nuova Bpa dei Ris di Cagliari, la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo sull’ora della morte e quella informatica del professor Paolo Dal Checcho sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi, con particolare attenzione a quest’ultimo dispositivo.
In questo contesto arriva anche un’altra notizia del tutto inaspettata. I legali della famiglia Poggi si preparano infatti a intervenire pubblicamente. L’avvocato di Marco Poggi, Francesco Campagna, sarà infatti ospite nella puntata di “Chi l’ha visto?” in onda il 1° aprile su Rai Tre. L’annuncio è arrivato poco fa.
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Garlasco, il legale dei Poggi interviene dopo gli ultimi sviluppi: cosa succede
Secondo le anticipazioni, il programma condotto da Federica Sciarelli si aprirà proprio con il giallo di Garlasco. In studio sarà presente l’avvocato di Marco Poggi. Si parlerà in particolare delle denunce presentate dalla stessa famiglia contro chi istiga odio e violenza nei loro confronti. “La famiglia Poggi viene insultata sui social come se fosse in qualche modo ‘complice’ di quanto avvenuto”, riportano le agenzie, evidenziando un clima sempre più pesante attorno ai parenti della vittima.

La decisione è maturata dopo mesi di attacchi e contenuti ritenuti lesivi diffusi online, documentati attraverso screenshot e link video allegati alle querele. Degli esposti si occupa il pubblico ministero Antonio Pansa, lo stesso magistrato che segue anche le denunce presentate dalla famiglia Cappa contro hater e youtuber, con un fascicolo per diffamazione aggravata contro ignoti.

I genitori di Chiara Poggi sono intervenuti più volte per smentire alcune ricostruzioni circolate nel corso dei mesi, tra cui quelle sulla presunta presenza del figlio Marco il giorno del delitto. Come la fake news secondo la quale Marco non fosse con i genitori in montagna il giorno del delitto. In quella circostanza la famiglia fu costretta a tirare fuori le fotografie delle vacanze per mettere a tacere quelle occasioni.
Anche i legali della famiglia hanno respinto con decisione le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane: “Non c’è limite alla fantasia, né alla volontà di vendere falsi scoop sulla pelle delle persone coinvolte. Dispiace che la Procura di Pavia non abbia sinora sentito il bisogno di intervenire nemmeno di fronte alle innumerevoli falsità che leggiamo ogni giorno, su iniziativa di soggetti privi di qualsiasi scrupolo”.


