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Scheletro trovato in un casolare: sarebbe di un uomo scomparso anni fa

  • Italia

Un casolare abbandonato, nascosto dalla vegetazione e lontano dagli sguardi, è tornato improvvisamente al centro della cronaca. All’interno della struttura, in un’area periferica ma non distante dalla costa, sono stati individuati resti umani in condizioni tali da far pensare a un decesso avvenuto molto tempo fa. La scoperta ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine e l’avvio degli accertamenti della magistratura.

Il rinvenimento è avvenuto nella mattinata di lunedì 16 marzo 2026 ad Alghero, nel nord della Sardegna. La segnalazione ha portato sul posto i carabinieri della Compagnia locale, che hanno effettuato un sopralluogo all’interno di un immobile non utilizzato, parzialmente recintato e circondato da arbusti. I resti erano ridotti a ossa, compatibili con una permanenza prolungata sul posto.

L’area è stata messa in sicurezza per consentire gli accertamenti e preservare eventuali elementi utili alle indagini. La zona interessata si trova non lontano da un tratto costiero frequentato, circostanza che rende la vicenda particolarmente delicata sotto il profilo ricostruttivo.


Alle attività di verifica hanno partecipato anche i sanitari incaricati per la prima valutazione esterna. Il pubblico ministero di turno della Procura di Sassari, informato dell’accaduto, ha disposto ulteriori accertamenti medico-legali, ritenuti necessari per chiarire tempi e cause del decesso.

Da una prima ispezione non sarebbero emersi elementi immediatamente riconducibili a traumi evidenti, ma lo stato dei resti non consente conclusioni. Per questo motivo è stata ordinata l’autopsia, che potrà fornire indicazioni più precise sulla datazione e su eventuali circostanze non compatibili con una morte naturale.

Gli investigatori stanno lavorando anche sull’identificazione della persona. Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe la possibile compatibilità con un uomo di cui si erano perse le tracce diversi anni fa proprio nel territorio di Alghero, in seguito a una denuncia di scomparsa presentata dai familiari.

Secondo quanto ricostruito finora, si tratterebbe di una persona che avrebbe scelto da tempo una vita ai margini, allontanandosi dai propri contatti e vivendo in solitudine, con appoggi occasionali in strutture di fortuna. Lo stato di avanzata decomposizione non consente, al momento, un riconoscimento diretto.

Per arrivare a una conferma sarà necessario procedere con l’esame del Dna. Il profilo genetico verrà estratto dai resti e confrontato con campioni biologici dei parenti della persona scomparsa, qualora l’ipotesi investigativa venga formalizzata. Si tratta dell’unico metodo in grado di fornire un riscontro certo e permettere, in caso di esito positivo, la restituzione dei resti alla famiglia.

Nel frattempo proseguono le verifiche sul contesto in cui la persona potrebbe aver trascorso gli ultimi giorni e sulle condizioni dell’edificio in cui è avvenuto il ritrovamento, per chiarire se fosse un rifugio occasionale o un luogo frequentato stabilmente.


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