C’è un profondo lutto nel mondo della musica italiana, una notizia che nelle ultime ore ha iniziato a circolare tra fan, colleghi e appassionati, lasciando un senso di vuoto difficile da spiegare. Un nome storico della canzone pop, legato a un’epoca di grandi successi e melodie rimaste nella memoria collettiva, non c’è più. Per molti italiani quelle canzoni hanno rappresentato intere stagioni della vita: gli anni delle prime radio libere, delle hit che si cantavano in macchina o nei jukebox dei bar.
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Sui social il dolore si è diffuso rapidamente. Centinaia di utenti hanno condiviso ricordi, vecchie foto e brani storici, trasformando la notizia in un momento di memoria collettiva. “Con le tue canzoni siamo cresciuti, grazie per tutto”, scrive un fan. Un altro commento recita: “Una voce che ha accompagnato la nostra giovinezza, oggi se ne va un pezzo di storia”. Tra nostalgia e commozione, il pubblico sta rendendo omaggio a un artista che per decenni è stato un punto di riferimento della musica pop italiana.

Addio Paki Canzi, aveva 78 anni
Il protagonista di questa storia è Pasquale “Paki” Canzi, storico cantante dei Nuovi Angeli, scomparso all’età di 78 anni. Musicista milanese, Canzi è stato per molti anni una delle voci più riconoscibili del panorama musicale nazionale, capace di attraversare generazioni con uno stile inconfondibile. La sua carriera iniziò molto presto, quando ancora giovanissimo si dedicò allo studio del pianoforte e frequentò il conservatorio, coltivando una passione destinata a trasformarsi in una vera e propria missione artistica.

Prima ancora del grande successo arrivò l’esperienza del duo Paki & Paki, ma fu con la nascita dei Nuovi Angeli, nel 1966, che la sua storia musicale cambiò definitivamente. Il gruppo, fondato insieme ad Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Ricky Rebaioli, conquistò rapidamente il pubblico italiano, iniziando a farsi conoscere con una serie di brani destinati a diventare molto popolari.
Il primo grande exploit arrivò nel 1969 con “Ragazzina, ragazzina”, versione italiana di un brano dei Sir Douglas Quintet, che fece conoscere la band al grande pubblico. Ma il vero momento di gloria arrivò pochi anni dopo, quando i Nuovi Angeli raggiunsero il vertice delle classifiche.
Nel 1971 esplose infatti “Donna felicità”, uno dei brani simbolo di quell’epoca. Il singolo vendette oltre un milione e mezzo di copie, trasformando il gruppo in un fenomeno musicale anche oltre i confini italiani. A quella hit seguirono altri pezzi entrati nella memoria collettiva come “Uakadì Uakadù”, “Singapore” e “Anna da dimenticare”, canzoni che per mesi dominarono le hit parade e che ancora oggi vengono ricordate dagli appassionati della musica anni Settanta.
Nel corso degli anni la formazione dei Nuovi Angeli cambiò più volte, ma Paki Canzi rimase sempre il punto fermo della band. Cantante e pianista, continuò a portare in giro per l’Italia il repertorio storico del gruppo, mantenendo un legame fortissimo con il pubblico che non ha mai smesso di seguirlo. Anche negli ultimi anni divideva la sua vita tra Milano e Peschiera Borromeo, continuando a esibirsi dal vivo.
Era atteso nei prossimi giorni per un concerto all’Auditorium di Bareggio, un appuntamento che purtroppo non si terrà. Intanto sui social continuano ad arrivare messaggi di affetto: “Grazie per la musica che ci hai regalato”, scrive un utente, mentre un altro aggiunge: “Le tue canzoni resteranno per sempre”. La camera funeraria è stata allestita a Vignate, mentre il funerale si svolgerà in forma laica. Con circa otto milioni di dischi venduti, Paki Canzi lascia un’eredità musicale che continua a vivere nelle sue canzoni e nei ricordi di chi le ha amate.


