La guerra in Iran e le sue conseguenze sullo scenario internazionale sono arrivate al centro del dibattito politico italiano.Nella mattinata dell’11 marzo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in Senato per le comunicazioni ufficiali sulla crisi in Medio Oriente e in vista del prossimo Consiglio Ue, in un passaggio istituzionale particolarmente atteso anche per le possibili ripercussioni economiche che il conflitto potrebbe avere sull’Europa e sull’Italia.
L’intervento della premier, iniziato alle 9.30 a Palazzo Madama e destinato poi a proseguire anche alla Camera, arriva mentre il governo osserva con attenzione l’evoluzione della situazione internazionale. In particolare, tra i principali elementi di preoccupazione c’è lo Stretto di Hormuz, punto strategico per il traffico energetico globale. L’eventuale instabilità in quell’area potrebbe infatti avere effetti diretti sui mercati e sul prezzo dei carburanti, tema che nelle ultime ore ha già iniziato a preoccupare cittadini e imprese.
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Giorgia Meloni parla in Senato e fa il punto sulla guerra
Proprio per questo motivo l’esecutivo ha deciso di non intervenire immediatamente con nuove misure per contenere l’aumento dei prezzi alla pompa, preferendo attendere i prossimi sviluppi della crisi. Il governo valuterà nei prossimi giorni l’andamento del conflitto e l’impatto sui mercati energetici prima di varare eventuali provvedimenti. Parallelamente, Meloni ha chiarito che al Consiglio Ue insisterà sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo degli Ets, considerato da diversi governi europei uno dei fattori che incidono sui costi energetici.
Aprendo il suo intervento in Senato, la presidente del Consiglio ha spiegato il senso delle comunicazioni al Parlamento, sottolineando la complessità del momento internazionale. “Voglio relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà”.
Nel suo discorso Meloni ha respinto anche alcune critiche rivolte al governo nelle ultime settimane, in particolare quelle relative alla posizione italiana nello scenario internazionale. “Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni”.

La premier ha poi ribadito che l’esecutivo non si sottrae al confronto con il Parlamento sulle scelte di politica estera e di sicurezza. “Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare, come dimostra la presenza in Parlamento del ministro degli Esteri Tajani e del ministro della Difesa Crosetto per ben due volte in meno di una settimana, e la mia presenza qui oggi. Non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno un governo isolato in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere su cittadini, famiglie e imprese”.
Nel suo intervento Meloni ha anche inquadrato il conflitto all’interno di un contesto internazionale sempre più instabile, segnato da interventi unilaterali e da una crescente fragilità degli equilibri geopolitici. “È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”.
Tra i temi affrontati anche quello dell’eventuale utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi che in queste ore è tornata al centro del dibattito politico. La presidente del Consiglio ha chiarito che al momento non è stata avanzata alcuna richiesta formale. “Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta, spetterebbe sempre al governo prendere una decisione ma ribadisco la decisione in quel caso sarebbe affidata al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta”.
Infine, la premier ha affrontato uno dei temi più sensibili per cittadini e imprese: il possibile aumento dei prezzi dei carburanti. Un fenomeno che potrebbe aggravarsi proprio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dei rischi legati alla navigazione nello Stretto di Hormuz. “Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”.
Le comunicazioni della presidente del Consiglio rappresentano dunque un passaggio chiave nel confronto politico sulla crisi internazionale. Nelle prossime ore il dibattito parlamentare proseguirà con gli interventi dei gruppi politici, mentre il governo continua a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione in Medio Oriente e le possibili ripercussioni sull’economia europea.


