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Romina Power e la “famiglia nel bosco”: il post che fa discutere

  • Italia

Una storia che divide, una madre che commuove, e poi un nome famosissimo che entra a gamba tesa nel dibattito. Nelle ultime ore, sui social, è bastata una frase per far esplodere commenti, rabbia e applausi. Ma quando l’emotività si abbassa, restano i fatti. E lì qualcosa non torna.

Perché nel caso della cosiddetta famiglia nel bosco (quella dei coniugi Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, con i figli poi allontanati dalle autorità italiane) si è inserita anche Romina Power, con un paragone che ha toccato tantissime persone: la cantante ha evocato la sua vita con Al Bano, come se fosse stata, in qualche modo, “simile”.

Il post che accende la miccia: “Come si fa a separare una madre dai figli?”

Romina, attraverso un messaggio su Instagram, ha preso le difese della madre dei bambini e ha attaccato la scelta delle istituzioni, ponendo una domanda che, detta così, arriva dritta allo stomaco: com’è possibile separare una madre dai suoi figli? Un intervento emotivo, immediato, di quelli che in rete diventano benzina.

E infatti il tema è esploso. Da una parte chi applaude il coraggio di “dire quello che pensa”, dall’altra chi invita a non confondere le storie: perché non si sta parlando solo di uno stile di vita alternativo o di una famiglia un po’ fuori dagli schemi. Qui il punto è un altro, molto più concreto.

Non è solo “vivere nella natura”: il nodo vero che cambia tutto

Il cuore della vicenda della famiglia nel bosco non è la scelta di stare lontani dal caos, ma ciò che riguarda i figli: istruzione, scuola, inserimento. Ed è proprio su questo che il paragone evocato da Romina Power inizia a scricchiolare.

Negli ultimi mesi, tra l’altro, il dibattito sull’obbligo scolastico è diventato ancora più teso anche per via del cosiddetto decreto Caivano, che prevede sanzioni pesanti (fino al carcere) per i genitori che non mandano i figli a scuola. Un contesto che rende tutto più sensibile, più acceso, più “da trincea”.

E allora la domanda diventa inevitabile: davvero la storia dei Carrisi può essere avvicinata a quella di bambini cresciuti senza scuola e lontani dai percorsi istituzionali?

La vita dei Carrisi: collegi, scuole private e un percorso “da élite”

Le stesse ricostruzioni e dichiarazioni pubbliche emerse negli anni raccontano una realtà molto diversa da quella suggerita nel post. Yari e Ylenia Carrisi, ad esempio, hanno trascorso lunghi periodi in collegio, mentre le sorelle più piccole restavano a casa: un’organizzazione familiare particolare, sì, ma dentro un sistema educativo strutturato.

Non solo. Le altre figlie della coppia hanno frequentato istituti di alto livello, tra cui l’Istituto Marcelline di Lecce, una scuola privata considerata tra le più rinomate in città. Insomma: tutt’altro che “fuori” dalla scuola.

E poi c’è il capitolo estero, quello che da solo basta a far capire quanto il confronto stia in piedi a fatica: Cristel Carrisi ha studiato letteratura alla Harvard University. Un percorso accademico che è esattamente l’opposto dell’idea di bambini cresciuti senza frequenza scolastica.

Cellino San Marco non è un bosco: anche le condizioni di vita contano

Anche sul fronte “vita isolata” il parallelo sembra forzato. Negli anni del successo internazionale, Al Bano e Romina vivevano nella grande tenuta di Cellino San Marco: campagna, certo, ma con servizi, possibilità, relazioni, una vita tutt’altro che tagliata fuori dal mondo.

Una dimensione rurale non è automaticamente isolamento. E infatti lo stesso Al Bano, intervenendo sulla vicenda in un’intervista, avrebbe ricordato un dettaglio che pesa: i figli frequentavano “la scuola americana”. Un passaggio che, di fatto, smonta la suggestione.

Alla fine resta questa sensazione: il messaggio di Romina Power è nato per difendere una madre e colpire al cuore dell’opinione pubblica. Ma, quando si mettono in fila i dettagli, quel paragone appare più come una narrazione emotiva che come una ricostruzione realistica. E proprio per questo, oggi, fa discutere più che mai.


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