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“Lo chiedo a tutti voi”. Famiglia nel bosco, l’appello di Nathan dopo l’allontanamento di Catherine dalla struttura

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Famiglia Bosco

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” continua a far discutere e ad alimentare il dibattito pubblico. Al centro della storia ci sono tre bambini che dallo scorso 20 novembre sono ospitati in una casa famiglia, dopo l’intervento delle autorità. In queste settimane la situazione ha attirato grande attenzione mediatica e numerose prese di posizione, tra solidarietà, polemiche e proteste organizzate davanti alla struttura che accoglie i minori.

Proprio nelle ultime ore è arrivata la prima presa di posizione ufficiale del padre dei piccoli, Nathan Trevallion, che ha parlato pubblicamente lasciando la struttura dove i bambini sono attualmente ospitati. L’uomo ha voluto esprimere la propria posizione in modo chiaro, cercando al tempo stesso di abbassare la tensione che si è creata intorno al caso.


Famiglia del bosco, l’appello di papà Nathan

“Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui”, ha dichiarato. Parole che raccontano una situazione familiare complessa e ancora tutta da definire. Trevallion ha anche voluto ringraziare le persone che in queste settimane hanno espresso sostegno alla sua famiglia, ma ha rivolto un appello preciso: “Ringrazio tutti per la solidarietà. Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private”.

Nel frattempo la situazione tra i genitori appare sempre più tesa. La madre dei bambini, Catherine Birmingham, è stata infatti allontanata dalla struttura dopo comportamenti giudicati problematici. Secondo quanto emerso, il rapporto tra i due sarebbe ormai arrivato ai ferri corti e lo stesso Trevallion avrebbe manifestato la volontà di andare avanti anche senza la moglie, se questo dovesse diventare necessario per riportare i figli a casa.

A fare chiarezza su uno dei punti più discussi della vicenda è intervenuta la Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis. Negli ultimi giorni erano circolate voci su un possibile rischio di adozione dei bambini, ma la garante ha smentito con decisione questa ipotesi. “In relazione alle notizie circolate sulla vicenda dei minori appartenenti alla cosiddetta ‘famiglia nel bosco’, ritengo necessario fornire alcuni chiarimenti. Allo stato attuale non esiste alcun rischio di adozione dei bambini e il provvedimento adottato non ha mai previsto la separazione definitiva dei minori dalla loro famiglia”.

La nota prosegue spiegando che le decisioni prese finora hanno carattere temporaneo e sono state adottate esclusivamente nell’interesse dei minori. “Si tratta di misure temporanee di tutela, disposte esclusivamente nell’interesse dei minori”, ha ribadito De Febis. La garante ha inoltre precisato che i tre fratelli non verranno separati e che le istituzioni stanno valutando tutte le soluzioni possibili, compresa la permanenza nella struttura attuale per evitare ulteriori traumi.

Nel comunicato viene ricordato anche che nella comunità sono presenti altri minori e che la loro tutela deve essere garantita. Proprio per questo è stato segnalato un episodio avvenuto durante uno dei sit-in organizzati all’esterno della struttura: una ragazza ospite della comunità sarebbe stata pesantemente insultata perché scambiata per un’operatrice. Un fatto definito “inaccettabile” dalla garante, che ha invitato tutti al massimo rispetto per i minori coinvolti.

La tensione attorno alla vicenda ha avuto conseguenze anche sul piano della sicurezza. Negli ultimi mesi, infatti, sono comparsi sui social attacchi e minacce rivolti alla presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano. Per questo motivo è stata rafforzata la vigilanza nei suoi confronti, nonostante fosse già prevista una protezione legata al suo ruolo istituzionale.

Proprio la presidente Angrisano, insieme al procuratore David Mancini, è intervenuta con una nota per rispondere alle polemiche sull’ordinanza che ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura protetta. I magistrati hanno sottolineato che “ogni iniziativa giudiziaria” adottata dai giudici minorili “è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”, denunciando anche i “toni aggressivi e non continenti” che hanno caratterizzato il dibattito degli ultimi giorni. Una vicenda che, almeno per ora, resta aperta e sotto stretta osservazione delle istituzioni.


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