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Famiglia del bosco, il dramma di mamma Catherine: la decisione del tribunale

  • Italia

La serata di venerdì si è chiusa con una scena carica di tensione e silenzio davanti alla casa famiglia che da mesi ospitava la cosiddetta “famiglia del bosco”. Intorno alle 21.20 Catherine Birmingham, visibilmente provata, ha lasciato la struttura dove viveva dal 20 novembre insieme ai suoi figli. Con il volto segnato dalla stanchezza e senza pronunciare una parola ai presenti, la donna ha raggiunto l’auto guidata dal marito Nathan, che la attendeva poco distante dal cancello.

I due coniugi si sono allontanati rapidamente dalla struttura, sotto gli sguardi di chi in quelle ore seguiva con attenzione gli sviluppi della vicenda. I bambini, invece, sono rimasti all’interno della comunità. La separazione è avvenuta in un clima di grande tensione emotiva, segnando un nuovo capitolo nella complessa storia che da mesi coinvolge la famiglia.


Alla base della decisione c’è un provvedimento firmato il 6 marzo dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. L’ordinanza stabilisce che i figli della coppia vengano trasferiti in un’altra struttura protetta, questa volta senza la presenza della madre. Secondo quanto emerge dalle motivazioni del tribunale, il comportamento della donna avrebbe contribuito a creare un clima di tensione continua all’interno della comunità, con possibili ripercussioni sull’equilibrio emotivo dei minori.

La serata davanti alla casa famiglia è stata caratterizzata anche da una serie di movimenti legati alle figure coinvolte nel caso. Dopo l’uscita dei Birmingham hanno lasciato la struttura anche i legali della famiglia, insieme alla garante per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Abruzzo Alessandra De Febis e alla psicologa Marina Aiello, entrambe impegnate nel seguire la delicata vicenda.

Per la notte Nathan e Catherine Birmingham hanno trovato una sistemazione temporanea grazie alla solidarietà di un ristoratore del Chietino, che ha messo a disposizione gratuitamente una sua abitazione. L’uomo era stato tra le persone presenti nel pomeriggio davanti alla casa famiglia insieme alla figlia, per manifestare vicinanza alla coppia.

Durante la giornata, infatti, davanti alla struttura si era formato anche un piccolo presidio pacifico. Alcune donne appartenenti a gruppi di famiglie neorurali si erano radunate per esprimere sostegno ai Birmingham, portando la loro solidarietà in una vicenda che continua a suscitare attenzione e divisioni nell’opinione pubblica. La decisione del tribunale apre ora una nuova fase, destinata a incidere profondamente sul futuro della famiglia.


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