Tra i cittadini italiani rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti dopo l’improvvisa escalation militare in Medio Oriente c’è anche Luisa Corna. La cantante e conduttrice si trovava a Dubai per prendere parte al Gala della Canzone italiana, un evento che avrebbe dovuto rappresentare un momento di festa e promozione culturale. In poche ore, però, il contesto è radicalmente cambiato. Gli attacchi che hanno coinvolto l’Iran e il conseguente innalzamento della tensione nell’area hanno provocato una serie di cancellazioni dei voli, compresi quelli previsti per sabato, impedendole di rientrare in Italia come programmato.
Le prime ore dell’emergenza si sono consumate all’interno dell’aeroporto internazionale di Dubai, dove l’attesa si è trasformata presto in incertezza. “Sabato siamo rimasti per ore in aeroporto, poi ci hanno trasferiti in pullman verso un albergo”, ha raccontato l’artista intervenendo a Storie Italiane, ospite di Eleonora Daniele su Rai 1. Il tentativo di ricollocamento, però, si è rivelato più complesso del previsto. “Dopo altra attesa ci hanno comunicato che non c’erano più camere disponibili”, ha spiegato, descrivendo una gestione logistica resa complicata dall’improvviso blocco dei collegamenti e dall’afflusso di viaggiatori in cerca di una sistemazione.
“Allarme attacchi imminenti”. Guerra in Iran, l’allerta degli Stati Uniti: dove possono colpire

Luisa Corna bloccata a Dubai: le sue parole
Con il passare delle ore, alle difficoltà organizzative si è aggiunta la preoccupazione per la sicurezza. La stanza in cui Luisa Corna alloggiava inizialmente affacciava sul Burj Al Arab, una delle zone interessate dalla caduta di detriti provenienti da droni intercettati in volo. Secondo quanto riferito, alcuni frammenti avrebbero provocato anche un principio di incendio nell’area circostante. Uno scenario che ha convinto gli organizzatori del Gala a intervenire direttamente, offrendo ospitalità nelle proprie abitazioni private alla cantante e ad altri connazionali, per evitare che restassero isolati in albergo in un momento così delicato.

La testimonianza dell’artista restituisce il clima vissuto in quelle ore, segnato da allarmi e rumori continui. “Abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste e il rumore continuo di aerei militari”, ha dichiarato. Le comunicazioni di emergenza arrivano costantemente sui telefoni cellulari. “I telefoni suonano spesso con allerte che ci invitano a non uscire e a restare al riparo”. Poi il passaggio che rende più chiara la tensione accumulata: “C’è un clima di grande insicurezza. È una sensazione bruttissima, è difficile dormire. Hanno bombardato tutta la notte. Non abbiamo novità”.

Al momento non esiste una tempistica definita per il rimpatrio. La riapertura stabile dei collegamenti aerei verso l’Europa resta legata all’evoluzione delle operazioni militari e alle decisioni delle autorità internazionali sulla sicurezza dello spazio aereo nella regione. Per Luisa Corna e per gli altri italiani bloccati a Dubai, l’attesa continua tra speranze e timori, in una situazione che resta fluida e che potrebbe cambiare di ora in ora.


