Il quadro politico nazionale continua a ruotare attorno all’azione del governo, che nelle ultime settimane ha accelerato su più fronti, dalle riforme istituzionali agli interventi economici. Palazzo Chigi rivendica una linea di stabilità e continuità, sottolineando come le scelte adottate abbiano consolidato la posizione dell’esecutivo sia in Parlamento sia nel Paese reale. Il messaggio è chiaro: avanti senza tentennamenti, con l’obiettivo di rafforzare la maggioranza e blindare la legislatura.
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Sul piano politico, la coalizione di centrodestra appare compatta nella difesa dell’operato dell’esecutivo. Le tensioni interne sembrano rientrate e i partiti che sostengono la premier insistono su una narrazione di responsabilità e concretezza. Le misure economiche e le iniziative sul fronte internazionale vengono presentate come la dimostrazione di una guida salda, capace di intercettare il consenso di un elettorato che, pur con molte incertezze, continua a guardare alla maggioranza come a un punto di riferimento.

Sondaggi, cosa sta succedendo
È in questo contesto che si inseriscono i dati dell’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli del 27 febbraio 2026. Le cifre fotografano un sistema politico ancora fortemente polarizzato. In testa si conferma Fratelli d’Italia con il 31%, saldo primo partito e perno dell’attuale maggioranza. Alle sue spalle, ma a distanza, si collocano gli alleati: Forza Italia al 9%, davanti alla Lega ferma al 6% e in difficoltà dopo il terremoto Vannacci, mentre Noi Moderati si attesta all’1,5%. Numeri che confermano una leadership netta all’interno della coalizione.

Se la maggioranza mantiene un vantaggio significativo, dall’altra parte dello schieramento si registra però un movimento interessante. Il Partito Democratico sale al 22% e consolida la seconda posizione complessiva. Un recupero che, pur non colmando il divario con il primo partito, segnala un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti. Nello stesso campo, il Movimento 5 Stelle resta su una quota rilevante del 12,5%, mentre +Europa scende all’1% e Italia Viva al 3%. Alleanza Verdi e Sinistra rimane stabile al 6%, mentre crescono sia Futuro Nazionale che Azione, entrambe al 3%.

Il dato politico più rilevante, però, emerge osservando la distanza tra i due poli. Il centrosinistra nel suo complesso accorcia leggermente le distanze dal centrodestra, anche se il vantaggio della maggioranza resta netto. La forbice si assottiglia, ma non si chiude. Il recupero del Partito Democratico contribuisce a rendere meno ampia la differenza, in un quadro dove il 30% di indecisi e astenuti rappresenta una variabile decisiva per qualsiasi proiezione futura.
A rendere ancora più fluido lo scenario è l’incognita Vannacci. La possibile strutturazione politica attorno alla figura del generale potrebbe incidere sugli equilibri interni alla destra e attrarre una parte di elettorato oggi collocato tra astensione e voto di protesta. Se questa opzione dovesse consolidarsi, potrebbe sottrarre consensi ai partiti tradizionali della coalizione, ridefinendo pesi e dinamiche.
Il sondaggio, dunque, non certifica uno stravolgimento degli equilibri ma segnala un movimento sotterraneo. Da un lato una maggioranza che continua a guidare con margine ampio, dall’altro un’opposizione che prova a riorganizzarsi attorno al Partito Democratico. In mezzo, un bacino consistente di elettori ancora indecisi e la variabile Vannacci, che potrebbe trasformarsi in fattore di disturbo o in nuovo elemento di aggregazione. La partita resta aperta, con una polarizzazione crescente che tende a rafforzare i due principali partiti e a comprimere le forze centriste.


