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“Me l’ha comunicato la Rai”. L’annuncio di Carlo Conti sul Festival di Sanremo

Carlo Conti Rai

Quando nel maggio 2024 la Rai annunciò che sarebbe stato Carlo Conti a guidare il Festival di Sanremo dopo il passaggio di Amadeus al Nove, l’azienda chiarì subito un punto fondamentale: l’impegno del conduttore toscano sarebbe stato limitato a due edizioni, quelle del 2025 e del 2026. Una staffetta programmata, dunque, con un orizzonte temporale preciso. E lo stesso Conti, in più occasioni, ha ribadito che nel 2027 non tornerà all’Ariston, neppure nelle vesti di direttore artistico.

Le sue parole sono state confermate anche nella recente intervista rilasciata al settimanale Chi, dove il conduttore di Tale e Quale Show ha tracciato un bilancio degli ultimi dodici anni della kermesse. “Negli ultimi 12 anni ci siamo alternati solo in tre direttori artistici: io per cinque edizioni, Baglioni per due, Amadeus per cinque. Abbiamo dato la nostra impronta, in un crescendo continuo. Credo che sia giusto lasciare spazio ad altri”, ha dichiarato, evocando un passaggio di testimone quasi naturale dopo un lungo ciclo.

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Carlo Conti Rai


Carlo Conti svela cosa gli ha comunicato la Rai

Eppure, nello stesso colloquio, qualcosa sembra incrinare la linearità dell’addio. Conti ha raccontato che la Rai, i discografici e molti artisti gli avrebbero chiesto di restare, lasciando intendere che la porta non sia del tutto chiusa. “Quello che mi fa piacere è che tutti mi invitano a restare: i discografici, l’azienda, i cantanti, gli addetti ai lavori. Però credo che sia corretto da parte mia divertirmi a fare questo ultimo Festival. Poi, come dico sempre, nella vita non si può mai sapere. Lorenzo il Magnifico diceva che “’di doman non c’è certezza’. Nel frattempo, ‘chi vuol esser lieto, sia’”, ha aggiunto. Un “mai dire mai” che ha acceso immediatamente il dibattito.

Carlo Conti Rai

A cogliere la sfumatura è stato anche il giornalista Gennaro Marco Duello, che su Fanpage ha scritto: “Tiene aperta ogni porta. Ma l’ultima frase è quella che, dentro viale Mazzini, non passerà inosservata. Parole che riaprono scenari che lui stesso aveva chiuso. Non è un ripensamento, è un lasciapassare per il futuro”. Intanto, mentre il toto-nomi impazza, c’è chi sogna apertamente di salire sul palco dell’Ariston. Negli anni lo hanno ammesso Nek, Alessandro Cattelan, Giorgia e Barbara D’Urso. Ma per il 2027, almeno secondo le indiscrezioni, i giochi sembrano orientati altrove.

Le ultime voci rilanciate da Dagospia raccontano di case discografiche che spingerebbero per un ritorno di Amadeus, di altri ambienti favorevoli a Antonella Clerici e di una Rai, in particolare dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, pronta a puntare tutto su Stefano De Martino. Durante un intervento a La Pennicanza, il direttore generale Roberto Sergio aveva lasciato intendere che la scelta fosse già fatta, tanto che Fiorello aveva esclamato: “Ragazzi è ufficiale, Stefano è il nuovo conduttore”. Poco dopo, però, una nota all’Adnkronos ha frenato gli entusiasmi: “Non è ancora stato deciso, deve ancora iniziare il Festival del 2026”.

E così, mentre le manovre proseguono dietro le quinte di viale Mazzini, nulla appare davvero definitivo. Anche perché lo stesso Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, non ha escluso la possibilità di un terzo Sanremo consecutivo per Conti, soprattutto se la prossima edizione dovesse replicare i numeri record della precedente.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono poi alcune dichiarazioni rilasciate dal conduttore fiorentino il mese scorso, quando aveva sottolineato come per guidare il Festival servano gavetta ed esperienza, come la sua e quella di Amadeus. In molti avevano letto in quelle parole una possibile frecciatina a Stefano De Martino. Ma Conti ha voluto chiarire ogni equivoco, rispondendo a una domanda di Valerio Palmieri proprio su questo punto. “Lungi da me lanciare moniti a Stefano o ad altri. Ho solo detto che il direttore artistico deve avere esperienza o che, comunque, deve avere intorno a sé una solida struttura che lo accompagni, perché la direzione artistica ha il compito più importante, quello della preparazione: organizzare la scenografia, le luci, i costumi, scegliere le immagini, la squadra, trasmettere il senso di un’edizione e, soprattutto, scegliere le canzoni. Quindi, la mia indicazione è che ci sia una solidità nella direzione artistica, la conduzione viene dopo”, ha spiegato.

Parole che, più che chiudere il discorso, lo rendono ancora più aperto. Perché se è vero che Conti ribadisce la volontà di farsi da parte, è altrettanto vero che quel richiamo alla solidità e all’esperienza suona come un criterio che potrebbe, in determinate condizioni, riportare il suo nome al centro delle valutazioni. E a questo punto, tra strategie aziendali, pressioni discografiche e record d’ascolti da confermare, il futuro del Festival 2027 resta una partita ancora tutta da giocare.


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