È bastata una mattina per trasformare la normalità di partenze, coincidenze e valigie trascinate di corsa in un incubo fatto di attese, tabelloni che cambiano e nervi tesi. Qualcosa, nel cuore della rete ferroviaria, ha iniziato a incepparsi con una sequenza troppo rapida per sembrare casuale.
Prima i primi rallentamenti, poi la sensazione che non fosse “il solito guasto”. In poche ore, tra Emilia-Romagna e Marche, si sono concentrati tre episodi distinti che hanno messo in difficoltà la circolazione, soprattutto sull’Alta velocità, facendo alzare subito il livello d’allerta.
Il primo campanello d’allarme è scattato nell’area di Bologna: lungo la linea per Venezia sono stati individuati cavi elettrici danneggiati in un punto delicato, vicino al collegamento con la stazione sotterranea dell’Alta velocità, nel territorio di Castel Maggiore. Sul posto sono intervenute Polfer e Digos, e l’ipotesi di un atto doloso ha preso subito corpo.
Come se non bastasse, sempre in Emilia-Romagna, sulla linea Bologna-Padova è stato segnalato un elemento che ha gelato tutti: il ritrovamento di uno strumento esplosivo artigianale posizionato su uno scambio ferroviario. È stato rimosso senza conseguenze, ma per gli investigatori il messaggio è chiarissimo: qui non si tratta solo di disservizi.

Nel frattempo, un terzo episodio ha spinto le autorità a guardare al quadro complessivo: nelle Marche, nei pressi della stazione di Pesaro, un incendio divampato vicino ai binari, in prossimità di un tombino, ha creato ulteriori rallentamenti per i treni dell’Alta velocità. Anche qui si lavora per capire se l’origine sia accidentale o meno.
Gli effetti sono stati immediati e pesanti. A Bologna Centrale si sono registrati ritardi fino a 150 minuti, con diversi convogli deviati sui binari di superficie per permettere controlli e ripristini. Per ore la stazione sotterranea dell’Alta velocità è rimasta quasi vuota, mentre i tecnici intervenivano sui punti danneggiati.
Il caos non ha risparmiato nemmeno i regionali: cancellazioni, rallentamenti e scelte obbligate per alleggerire il traffico. In tanti hanno aspettato informazioni sul proprio viaggio affidandosi al personale in stazione, tra chi doveva raggiungere la famiglia e chi aveva coincidenze da non perdere. Solo in tarda mattinata la situazione ha iniziato, lentamente, a rientrare.
Il punto, adesso, è capire se i tre episodi siano davvero scollegati oppure no. Le modalità simili e la tempistica ravvicinata fanno pensare a una possibile regia comune: per questo le indagini sono state affidate all’Antiterrorismo, mentre prende piede l’ipotesi di una matrice anarchica, con riferimenti all’area anarchico-antagonista già finita in passato sotto i riflettori per azioni di sabotaggio.
Il contesto rende tutto ancora più delicato: sullo sfondo si parla di possibili collegamenti con l’avvio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, un momento in cui l’attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche è inevitabilmente altissima.
Salvini parla di “attentato”, Fs conferma “gravi danni”
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, definendo quanto accaduto un “attentato”. Secondo il ministro, si tratterebbe di un atto di delinquenza che ha rallentato la rete proprio nel giorno di avvio delle Olimpiadi, con un danno diretto per i viaggiatori e per il Paese.
Da parte sua il gruppo Fs ha confermato l’esistenza di gravi danni all’infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio, assicurando la piena collaborazione con le forze dell’ordine. Le verifiche proseguono per chiarire responsabilità e movente, mentre l’attenzione sulla rete ferroviaria resta altissima.


