L’eredità di Pippo Baudo resta un cantiere aperto: tre testamenti (9 settembre 2020, 4 marzo 2021 e 1° marzo 2023) indicano la vendita di tutti i beni e la ripartizione dei proventi tra i figli Tiziana e Alessandro (35% ciascuno) e la storica segretaria Dina Minna (30%). Tra volontà chiare, ostacoli pratici e alcuni contrasti, la trattativa procede a rilento, mentre dopo la scomparsa del conduttore il 16 agosto 2025 l’inventario non è ancora chiuso.
Sul tavolo figurano immobili di valore e difficile collocazione: terreni tra Noto, Siracusa e Fiano Romano, oltre alla casa di via della Vite a Roma. Stime di stampa indicano per il solo comparto immobiliare un valore nell’ordine di diversi milioni. A pesare sono tempi di mercato, perizie e oneri, con posizioni divergenti tra gli eredi su priorità e prezzi di cessione. Nel frattempo la gestione dei conti e delle società collegate richiede ulteriori passaggi.

Immobili, diritti e nodi aperti
Un capitolo a parte è l’appartamento di via della Giuliana (sede di Starprogramme): è fuori dall’asse principale e destinato a Dina Minna, che manterrà anche i diritti d’autore legati alla società. La casa di via della Vite risulta invece tra i beni da alienare e dividere secondo le quote fissate. Il mosaico è complesso: tra patrimonio materiale e intangibile, ogni scelta impatta equilibri economici e familiari, allungando i tempi della definizione.

Parte del patrimonio era già stato razionalizzato: la villa di Morlupo e l’immobile in Sardegna condiviso con Katia Ricciarelli risultano ceduti negli anni scorsi. Sui presunti beni londinesi, il commercialista Andrea Masini ha chiarito che si trattava di piccole case sulla Manica vendute già nel 2000. Restano i diritti e i marchi, insieme ai residui contratti e alle poste fiscali ancora da allineare, che richiedono ulteriori verifiche documentali.
Tra figli e segretaria il confronto prosegue, con dossier su valutazioni, tempi di vendita e governance dei proventi. I quotidiani raccontano di un equilibrio delicato che alimenta il “caso mediatico” attorno al lascito del “re della televisione”. La cornice resta quella definita dai testamenti, ma l’attuazione sconta inerzie e perimetri da chiarire; l’obiettivo è rispettare le volontà del conduttore, conciliando quote, diritti e sostenibilità economica dell’intera operazione.
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