È apparso in lacrime, con il volto rigato dall’emozione, Jonathan Kashanian, ex gieffino di origini israeliane oggi residente a Milano. In un video pubblicato sui social, il 44enne ha voluto condividere con i suoi follower la gioia e il sollievo per la pace finalmente raggiunta tra Israele e Hamas, dopo anni di violenze e dolore. Un momento che, per lui, non è solo una notizia politica, ma un fatto personale, radicato nella storia della sua famiglia e nella sua identità.
La clip, registrata il 13 ottobre e condivisa su Instagram, mostra Jonathan visibilmente commosso, incapace di trattenere le lacrime mentre pronuncia poche parole ma dal forte impatto emotivo: “Finalmente è finita, perché non ce la facevo più”, dice tra i singhiozzi, aggiungendo poco dopo un accorato “Basta, basta”. Quelle frasi, accompagnate dal volto contratto e dagli occhi gonfi, hanno colpito i suoi seguaci, molti dei quali lo hanno ringraziato per la sincerità e la delicatezza con cui ha espresso il suo dolore trasformato in speranza.
“Benvenuta Clara Isabel”. Belen anticipa Cecilia e Ignazio Moser: l’annuncio poi il caos

Jonathan Kashanian in lacrime: il video e le critiche
La pace di cui parla Kashanian è quella siglata poche ore prima, sotto la mediazione statunitense, tra lo Stato d’Israele e i miliziani di Hamas. Dopo mesi di trattative e decine di mediazioni fallite, il 13 ottobre è arrivato un passo storico: Hamas ha rilasciato gli ultimi venti ostaggi ancora vivi e consegnato le spoglie di quattro deceduti. Contestualmente, al summit di Sharm el-Sheikh, in Egitto, è stato firmato il primo accordo di tregua e pace fra le parti, un atto che segna una svolta dopo anni di conflitti, rappresaglie e devastazioni.

Non tutti, però, hanno accolto il video di Jonathan con la stessa sensibilità. Alcuni utenti lo hanno accusato di essere un “attore”, insinuando che le sue lacrime fossero “di scena” o “per moda”. Ma lui, colpito dalle critiche, ha voluto replicare con fermezza e sincerità: “C’è un dettaglio. Io condivido tutto con voi. È stata una giornata molto emozionante per me. Stavo facendo un video, per tre volte stavo piangendo mentre lo facevo e l’ho bloccato. Alla quarta ho detto: perché devo bloccarlo? Se sto piangendo davvero, faccio un post in cui sto piangendo”. E aggiunge: “Veramente ero distrutto, la sera avevo gli occhi gonfi”.


Parole che lasciano trasparire la genuinità di un uomo che ha sempre vissuto con autenticità il rapporto con i propri fan. Del resto, Jonathan non ha mai nascosto il legame profondo che lo unisce alla sua terra d’origine. Già all’indomani della strage del 7 ottobre 2023, quando il conflitto tra Israele e Hamas esplose con una violenza senza precedenti, aveva espresso sui social la sua angoscia e il timore per i suoi cari. “Mia sorella vive in Israele con la mia famiglia. La prima cosa che ho fatto quando è scoppiato il conflitto è stata contattarla. Dovete sapere che chi vive in Israele, e lo dico con un po’ di cinismo, è abituato alla notizia che stanno bombardando. È quasi all’ordine del giorno”, aveva raccontato.
Oggi, quelle stesse parole suonano come un ricordo lontano, un eco di paura superata dalla speranza. Nelle sue lacrime c’è il simbolo di una rinascita collettiva, la voce di chi ha vissuto il dolore da vicino e ora può finalmente respirare, anche solo per un momento, la pace. Jonathan Kashanian, con la sua sensibilità e il suo coraggio di mostrarsi fragile, ha trasformato un video social in una testimonianza umana, quella di chi sa che la fine di una guerra non si celebra con i fuochi d’artificio, ma con un pianto liberatorio.


