È morto a 76 anni uno dei volti più intensi e carismatici della scena cinematografica e televisiva italiana. L’attore si è spento nella sua casa nel Principato di Monaco, dove viveva da alcuni anni insieme alla moglie, l’attrice argentina Victoria Zinny. La notizia ha suscitato profonda commozione nel mondo dello spettacolo, che oggi piange non solo un interprete raffinato ma anche un uomo schivo, lontano dai riflettori quando non era sul set.
Il suo percorso artistico è stato costellato da interpretazioni memorabili, in grado di unire la popolarità del grande pubblico con la profondità di chi vive il mestiere come un’arte. L’attore aveva esordito in teatro, ma la consacrazione definitiva era arrivata sul piccolo schermo, grazie a uno dei personaggi più amati e temuti della storia della televisione italiana. Con quella parte aveva segnato un’epoca, trasformandosi in un’icona della fiction e lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo.

Televisione italiana in lutto, morto l’attore Remo Girone
È il 1987 quando il pubblico scopre il suo sguardo glaciale e la sua voce profonda nei panni di Gaetano “Tano” Cariddi, il ragioniere corrotto e spietato de “La Piovra”, lo sceneggiato Rai diretto da Luigi Perelli. Quel personaggio, simbolo della connivenza tra mafia e finanza, divenne ben presto un archetipo: la cattiveria elegante, il male lucido e silenzioso. Da quel momento il nome di Remo Girone è entrato nella storia della televisione italiana, legato indissolubilmente a quella figura capace di inquietare e affascinare allo stesso tempo.

Uomo di grande riservatezza, Girone ha sempre tenuto a distanza il clamore mediatico. Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato con registi del calibro di Marco Bellocchio, Ettore Scola, Peter Greenaway, Tom Tykwer e Krzysztof Zanussi. Sul set portava rigore e sensibilità, qualità che lo hanno reso uno degli attori più rispettati della sua generazione.
Nel 2021 aveva ricevuto il Premio Flaiano alla carriera, un riconoscimento che celebrava una vita interamente dedicata alla recitazione.


Negli ultimi anni si era reinventato in ruoli di respiro internazionale: aveva interpretato Enzo Ferrari nel film “Le Mans ’66 – La grande sfida” accanto a Christian Bale e Matt Damon, e più recentemente era apparso in “The Equalizer 3” di Antoine Fuqua, al fianco di Denzel Washington.
Con la scomparsa di Remo Girone, il cinema e la televisione italiana perdono un volto inconfondibile e un interprete di straordinaria intensità. Ma resta l’eredità delle sue interpretazioni, capaci ancora oggi di raccontare la complessità dell’animo umano con la forza e la verità di chi sapeva trasformare ogni ruolo in una lezione di stile e di vita.


