Il caso di Garlasco torna al centro del dibattito nazionale e lo fa con un nuovo, clamoroso scossone. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto che sconvolse l’Italia intera sembra essere giunto a un punto di svolta che potrebbe rimettere tutto in discussione. L’inchiesta aperta sull’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, è destinata a far discutere a lungo: proprio lui, nel 2017, aveva firmato l’archiviazione delle indagini a carico di Andrea Sempio, l’amico del fratello della vittima. Oggi quell’atto torna sotto la lente e, insieme ad esso, la domanda più inquietante: i genitori di Sempio hanno davvero pagato per garantire la libertà del figlio?
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Gli ultimi sviluppi hanno gettato nuova benzina sul fuoco di un caso mai sopito. Venerdì scorso è emerso che Venditti è indagato con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Non si tratta soltanto di un dettaglio procedurale, ma di un sospetto che rischia di scardinare interi anni di indagini. Nel mirino degli inquirenti ci sono un interrogatorio frettoloso, alcune intercettazioni mai considerate e, soprattutto, flussi di denaro giudicati anomali: oltre 40mila euro tra assegni e prelievi, registrati all’interno della famiglia Sempio.

Garlasco, nuove testimonianze: cosa cambia adesso
L’inchiesta sull’ex magistrato ha riaperto scenari che si credevano sepolti e ha acceso nuove polemiche anche mediatiche. Massimo Giletti, che ha inaugurato la nuova stagione del suo programma Lo Stato delle Cose proprio affrontando l’omicidio Poggi, non ha dubbi: “Usciranno cose ben più gravi”, ha dichiarato il conduttore, convinto che ci sia molto altro da scoprire dietro le ombre di quel lontano agosto 2007. Solo pochi giorni fa, Giletti aveva mostrato un documento “sconcertante”, che secondo lui proverebbe come i tabulati telefonici di Marco Poggi non fossero stati registrati correttamente, alimentando ulteriori sospetti su errori o omissioni investigative.

Ma non è solo la pista giudiziaria a tenere alta l’attenzione. Accanto al capitolo Venditti, stanno emergendo nuove testimonianze su presunti scandali e abusi legati al santuario della Bozzola. Una vicenda parallela che rischia di intrecciarsi con il giallo principale, aprendo ulteriori interrogativi su dinamiche e ambienti che, finora, erano rimasti nell’ombra.

Sarà proprio di tutto questo che si parlerà stasera, lunedì 29 settembre 2025, nel secondo appuntamento stagionale di Lo Stato delle Cose. In prima serata su Rai 3, Giletti tornerà a occuparsi del delitto di Garlasco con nuovi documenti e testimonianze. In studio, oltre al conduttore, ci saranno la giornalista Giovanna Botteri, il direttore editoriale di Libero Daniele Capezzone e l’ex magistrato Roberto Scarpinato, chiamato a confrontarsi su uno dei casi più controversi della giustizia italiana.
La trasmissione non si limiterà però al giallo di Garlasco: continuerà anche l’inchiesta sul monopolio della spiaggia di Mondello, che da oltre un secolo è al centro di accuse e polemiche. Un mix di cronaca, politica e attualità che conferma il taglio del programma, capace di intrecciare storie diverse sotto la regia di un conduttore che non rinuncia mai a scuotere l’opinione pubblica.
L’appuntamento è fissato per le 21.20 su Rai 3. Come di consueto, la puntata sarà disponibile anche in streaming live e on demand sulla piattaforma RaiPlay, per chi non vorrà perdersi uno degli snodi più discussi e delicati della stagione televisiva e giudiziaria.


