Il testamento di Pippo Baudo, aperto due giorni fa nello studio del notaio Renato Carraffa a Bracciano, ha riservato più di una sorpresa. Alla lettura erano presenti i figli Alessandro e Tiziana, ai quali spetta un terzo ciascuno dell’eredità, ma tra i destinatari figura anche Dina Minna, la storica assistente che ha affiancato il conduttore per oltre tre decenni. A lei Baudo ha voluto lasciare una quota quasi pari a quella riservata ai figli, un gesto che testimonia il legame profondo e familiare costruito negli anni.
La divisione dell’eredità non riguarda soltanto denaro. Nel testamento, infatti, sono stati inseriti anche doni personali, come alcuni quadri destinati ai suoi avvocati, presenti anch’essi a Bracciano nel giorno dell’apertura delle ultime volontà. Non mancano le disposizioni a favore della sua terra d’origine: Baudo ha destinato donazioni consistenti a tre Chiese di Militello, in Sicilia, il luogo che lo ha visto nascere e dove ha scelto di essere sepolto. Un gesto che riflette ancora una volta l’immagine che di lui hanno sempre dato amici e collaboratori: “un uomo generoso, discreto, pronto ad aiutare senza clamore”.
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Pippo Baudo, nel testamento non solo i figli e la sua assistente
Il patrimonio complessivo dello showman, scomparso il 16 agosto al Campus Biomedico di Roma, è stimato in oltre 10 milioni di euro. Una cifra maturata in quarant’anni di carriera televisiva, tra cachet milionari (si calcola che le tredici conduzioni di Sanremo gli abbiano fruttato circa 800 mila euro ciascuna), diritti d’immagine e contratti pubblicitari. A questo si aggiungono diverse proprietà immobiliari, tra cui un terreno a Fiano Romano, dieci terreni a Noto, sei a Siracusa e cinque appartamenti a Roma, uno in zona Prati e gli altri nel Centro storico, per un valore che sfiorerebbe i cinque milioni.

Non solo immobili: Baudo risultava anche socio in due aziende con sede a Mascalucia e a Catania, entrambe attive nella costruzione di edifici residenziali e non residenziali. Una diversificazione che dimostra come il presentatore, oltre a dominare il piccolo schermo, abbia saputo muoversi anche nel settore imprenditoriale. Tuttavia, la gran parte di queste proprietà non è stata suddivisa in maniera precisa. Toccherà dunque ai tre beneficiari – i due figli e Dina Minna – mettersi d’accordo sulla ripartizione, un passaggio che potrebbe complicare equilibri finora sereni.


Il rapporto speciale tra Baudo e la sua assistente traspare anche dalle sue ultime volontà. “Ho perso un padre. Abbiamo lavorato insieme per più di 35 anni, quasi 36. Ancora non mi rendo conto che non ci sia più”, aveva raccontato Dina Minna durante la camera ardente al Teatro delle Vittorie di Roma. Parole che spiegano perché il conduttore abbia voluto trattarla come una figlia, lasciandole una quota quasi uguale a quella spettante ad Alessandro – il primogenito riconosciuto nel 2000 – e a Tiziana, nata dal matrimonio con Angela Lippi.
Così, con la sua eredità, Pippo Baudo non ha solo distribuito beni e ricchezze, ma ha consegnato ai suoi cari e al pubblico un ultimo messaggio: quello di un uomo che ha costruito la sua vita pubblica sullo spettacolo, ma quella privata sulla fedeltà ai legami più profondi, a volte più forti persino del sangue.


