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“Con chi era in chiesa”. Funerale Alvaro Vitali, le polemiche sulla moglie Stefania

  • Gossip

C’è un silenzio che fa più rumore di qualunque applauso. Un silenzio che pesa come una condanna, soprattutto quando cala sul saluto a un uomo che ha fatto ridere milioni di italiani, che ha attraversato decenni di cinema popolare e che, alla fine, si è ritrovato solo. Il funerale di Alvaro Vitali, attore simbolo della commedia all’italiana, si è consumato tra banchi semivuoti e promesse mancate. Una cerimonia semplice, che avrebbe potuto riunire una folla di amici, colleghi, volti noti dello spettacolo e fan affezionati. Invece, come racconta con amarezza Claudio Di Napoli, regista e amico fraterno dell’attore, la realtà è stata ben diversa.

“Ho visto decine di video pubblicati sui social dai colleghi del mondo del cinema. Perfino Matteo Salvini lo ha ricordato. Ma ai funerali, di persona, non si è presentato quasi nessuno”, ha raccontato Di Napoli a Fanpage.it, senza nascondere la delusione. Lui stesso si era presentato con largo anticipo alla chiesa, temendo un afflusso massiccio di persone per l’ultimo saluto a un volto che ha segnato un’epoca. E invece, davanti a lui, una platea quasi deserta: “Al massimo 150, forse 200 persone”. Troppo poche per un attore che ha partecipato a più di 150 film e che, nonostante il declino degli ultimi anni, era rimasto impresso nella memoria collettiva.

“Non c’è”. Alvaro Vitali, ai funerali un’assenza pesante: “Perché non è andato”


Alvaro Vitali, al funerale la moglie con il nuovo compagno

Ancora più dolorosa è stata, secondo il racconto del regista, l’assenza di coloro che in pubblico avevano mostrato grande commozione. “Mi aspettavo di trovare Lino Banfi, che aveva scritto un pensiero molto affettuoso. Non c’era. Non c’era nemmeno Enrico Montesano, che lo aveva ricordato pubblicamente. E neppure Nino D’Angelo, che lo sentiva spesso prima della morte. Anche lui ha pubblicato un video commosso, ma non si è fatto vedere. Assente anche Renato Zero, che vive lì vicino e di Alvaro era un amico”, ha detto con voce rotta. E poi l’elenco si allunga: nessuna attrice con cui aveva condiviso il set, nessun produttore o regista, nessuna autorità cittadina, nemmeno il sindaco. Dal mondo del calcio, non si sono visti né Francesco Totti né Daniele De Rossi, “suoi amici storici”.

“L’unico volto noto del cinema presente era Carlo Verdone”, ha aggiunto Di Napoli, lasciando intendere quanto fosse evidente il vuoto lasciato da tutti gli altri. Un vuoto che avrebbe ferito nel profondo lo stesso Vitali, sensibile e spesso deluso, ma sempre pronto a dare amore e allegria. “Me lo immagino guardarsi intorno, sperando di vedere delle telecamere nascoste, qualcuno che gli dicesse che quel deserto era solo uno scherzo”, ha detto ancora.

A rendere ancora più amaro l’addio, un episodio privato che Di Napoli ha voluto condividere. Ha parlato della presenza della moglie Stefania Corona, accanto al suo nuovo compagno, in prima fila alla cerimonia. “Vederli lì insieme mi ha fatto male. Mi è tornato in mente un episodio che non riesco a dimenticare: la domenica prima dell’ultimo ricovero, Alvaro si era messo d’accordo con un amico per comprarle una borsa di un noto stilista. Voleva invitarla a cena, sorprenderla, provare a riconquistarla”. Ma quel gesto d’amore non ha mai potuto compiersi: Vitali è stato ricoverato prima di riuscire a consegnare quel regalo.

Ecco forse la chiave più dolorosa di questo addio: la solitudine, la nostalgia, la speranza mai spenta di tornare ad amare e sentirsi amato, sia sul piano personale che artistico. Alvaro Vitali ha vissuto una carriera fatta di risate fragorose, ma ha lasciato questo mondo in un silenzio che lascia l’amaro in bocca. Un commiato che, come spesso accade in Italia, rende evidente la distanza tra la celebrazione virtuale e la reale presenza, tra le parole e i gesti. Un’ultima beffa per un attore che, con tutti i suoi eccessi e fragilità, avrebbe meritato ben altro.


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