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Garlasco, l’annuncio dagli avvocati di Stasi per il maxi incidente probatorio: “Siamo ottimisti”

  • Italia
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Si è aperto oggi a Milano quello che molti definiscono il passaggio più cruciale nella lunga battaglia per la riapertura del caso Garlasco, a 17 anni dal brutale omicidio di Chiara Poggi. Presso la questura del capoluogo lombardo, negli uffici del gabinetto regionale di Polizia scientifica, ha preso ufficialmente il via il maxi incidente probatorio disposto dalla gip Daniela Garlaschelli. Un momento decisivo, in cui si incrociano tre filoni d’indagine: quello della procura di Pavia, che oggi ha un nuovo indagato, Andrea Sempio; quello di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva; e quello della famiglia Poggi, mai arresasi nella ricerca della verità.

L’avvio delle operazioni ha visto la partecipazione di tutte le parti in causa: legali, consulenti e periti nominati dalla procura. I riflettori sono puntati su una serie di reperti raccolti nella villetta di via Pascoli il 14 agosto 2007, giorno in cui la giovane Chiara fu trovata senza vita ai piedi della scala che porta alla tavernetta. Tra gli oggetti conservati per anni e oggi al centro delle nuove analisi, vi sono elementi mai approfonditi prima: confezioni di tè, cereali, yogurt, biscotti, sacchetti vari, frammenti di tappetino da bagno, e persino parte della spazzatura repertata nell’abitazione. Ma non solo: saranno riesaminati anche circa sessanta “para-adesivi”, ovvero i supporti contenenti le impronte rilevate sulla scena del delitto.

>>> Garlasco, giorno cruciale nelle nuove indagini: l’impronta, l’assassino, le prove

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Le analisi dei reperti e l’importanza della “traccia 97F”

Secondo quanto spiegato dal consulente della difesa di Andrea Sempio, l’ex generale dei Ris Luciano Garofano, “oggi apriremo alcuni reperti e su quei reperti valuteremo la catena di custodia e lo stato di conservazione e cominceremo a fare le campionature”. Garofano ha poi ribadito di credere fermamente nell’innocenza di Sempio, l’amico di Chiara che era stato inizialmente escluso dalle indagini ma che oggi torna sotto i riflettori. I periti incaricati dalla procura, Denise Albani e Domenico Marchigiani, avranno il delicato compito di riesaminare soprattutto il materiale biologico raccolto all’epoca, a cominciare dalle tracce genetiche presenti sotto le unghie della vittima.

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Uno degli elementi più dibattuti è la cosiddetta “traccia 97F“, una macchia di sangue rilevata sulla parete sinistra che affianca la scala interna della villetta. Secondo una delle nuove ipotesi investigative, potrebbe essere stata lasciata dalla mano sinistra di una persona la cui destra, nello stesso momento, imprimeva la ben nota “traccia 33”, un’impronta palmare che i consulenti ritengono compatibile con Andrea Sempio. Tuttavia, su questo punto le opinioni restano divergenti. Marco Radaelli, consulente della famiglia Poggi, ha chiarito: “Noi sappiamo che la traccia 97F è quella che ha certamente toccato la maglietta del pigiama che Chiara indossava, ma non è attribuibile. È un’impronta su tessuto, non classificabile”.

I risultati delle analisi saranno confrontati con i profili genetici di Sempio, di Stasi e di altre persone vicine al contesto di Chiara. Tra questi, le gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine della vittima, l’amico di Stasi, Marco Panzarasa, e altri ragazzi della cerchia di conoscenze del fratello di Chiara, Marco Poggi: Mattia Capra, Roberto Freddi e Alessandro Biasibetti. L’obiettivo dichiarato è uno solo: stabilire con certezza se il dna rilevato sotto le unghie della giovane possa essere attribuito o meno ad Andrea Sempio.

L’avvocato Giada Bocellari, legale di Stasi, ha dichiarato con moderata fiducia: “Iniziamo le operazioni peritali. Oggi valuteremo la catena di custodia e credo apriremo i reperti e stabiliremo un calendario di analisi. C’è ottimismo, insomma. Credo che i reperti siano stati conservati come dovevano essere conservati”. Ha poi sottolineato un aspetto importante: “Se facciamo le analisi è perché ci aspettiamo qualcosa, poi che ci sia effettivamente qualcosa questo è un altro discorso. Chiaramente lo vedremo, sono passati anche 18 anni”.

Ora la parola passa agli scienziati e ai dati oggettivi. L’accertamento tecnico irripetibile proseguirà per settimane, e le sue conclusioni potrebbero incidere profondamente non solo sull’ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio, ma anche sull’intero impianto giudiziario che ha portato Alberto Stasi in carcere. Dopo quasi due decenni, la verità sulla morte di Chiara Poggi potrebbe, finalmente, avere una nuova occasione per emergere.

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