All’Eurovision Song Contest 2025, tra le esibizioni più chiacchierate non c’è solo quella dei vincitori. A far discutere è stato anche Gabry Ponte, il celebre DJ torinese che ha scelto di rappresentare San Marino con il brano “Tutta l’Italia”. Il suo nome era già uno dei più attesi, forte di un successo consolidato nel panorama dance internazionale e di un legame dichiarato con l’Italia, che ha deciso di esaltare anche in una delle fasi più simboliche della serata: la sfilata delle bandiere.
È stato proprio in quel momento, trasmesso in mondovisione, che Ponte ha spiazzato tutti sventolando con orgoglio il tricolore italiano invece della bandiera sammarinese. Un gesto immediatamente interpretato come una dichiarazione identitaria e, per alcuni, come una provocazione. Il 52enne DJ ha voluto ricordare le sue radici torinesi, celebrando apertamente l’Italia pur gareggiando per un altro Stato. La performance che è seguita, un’esplosione di ritmo e colori con riferimenti espliciti alla cultura italiana, ha infiammato il pubblico, ma anche messo in moto una macchina sanzionatoria.
Leggi anche: “Cosa penso di Lucio Corsi”. Eurovision, Olly non ha voluto girarci intorno

Eurovision, sanzione dell’organizzazione per Gabry Ponte: polemica dopo la finale
Secondo quanto riporta Libero, l’EBU, l’ente organizzatore del concorso, non ha lasciato correre l’infrazione. Le regole dell’Eurovision vietano in modo rigoroso qualsiasi gesto che possa essere interpretato come politico o nazionalistico. Così, senza indugi, è stata comminata una multa, il cui ammontare però non è stato reso noto. Una misura che ha subito acceso il dibattito, sollevando interrogativi sull’effettiva libertà espressiva concessa agli artisti in gara. Da una parte c’è chi parla di gesto di ribellione, dall’altra chi sottolinea l’errore strategico e di opportunità.

Sui social, l’episodio ha polarizzato le reazioni. Su X, moltissimi utenti italiani hanno applaudito Gabry Ponte, definendo il suo atto “commovente” e “da brividi”, un vero tributo all’identità culturale italiana. In tanti hanno riscoperto con orgoglio il testo di “Tutta l’Italia”, trasformato per l’occasione in un inno nazionale alternativo. Ma non sono mancati i critici, soprattutto tra gli utenti stranieri e alcuni sammarinesi, che hanno giudicato il gesto irrispettoso e incoerente, sottolineando come Ponte, pur gareggiando per San Marino, abbia scelto di escludere visivamente qualsiasi riferimento al microstato.

Il caso ha sollevato un tema ormai ricorrente all’interno del contesto eurovisivo: quanto spazio c’è davvero per la libertà creativa e l’identità nazionale in una competizione che, pur dichiarandosi apolitica, è sempre più carica di significati culturali e geopolitici? La scelta di Gabry Ponte, tra provocazione artistica e orgoglio personale, resta impressa come uno dei momenti più discussi dell’edizione 2025. E, nel bene e nel male, continuerà a far parlare di sé ben oltre la serata finale.


