Lutto per tutta l'Europa. Se n'è andato un simbolo di libertà, un uomo che ha fatto la storia. Con la sua morte si chiude un'epoca

Lutto per tutta l'Europa. Se n'è andato un simbolo di libertà, un uomo che ha fatto la storia. Con la sua morte si chiude un'epoca

Lutto per tutta l'Europa. Se n'è andato un simbolo di libertà, un uomo che ha fatto la storia. Con la sua morte si chiude un'epoca

 

L'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl è morto. Lo scrive il quotidiano popolare Bild. La notizia è stata confermata via twitter dal suo partito, l'Unione Cristiano Democratica (Cdu). Per una caduta domestica era costretto su una sedia a rotelle, accanto a lui una seconda moglie di 34 anni più giovane che ha preso il posto della consorte Hannelore morta suicida nel 2001. Capo del governo tedesco dal primo ottobre 1982 al 27 ottobre 1998, Kohl è passato alla storia come il cancelliere della riunificazione della Germania, avvenuta sotto la sua guida il 3 ottobre 1990. È stato leader della Cdu dal 1973 al 1998. Nato il 3 aprile 1930, aveva 87 anni. Fautore del processo di integrazione europea, ha rafforzato i legami con i paesi dell’Europa orientale e con la Russia, pur mantenendo l’alleanza con gli Usa. Nelle elezioni del settembre 1998 fu battuto dal socialdemocratico Gerhard Schröder e lasciò così, dopo 16 anni di governo, la guida del paese. Coinvolto nelle accuse di finanziamento illegale al suo partito, nel gennaio 2000 abbandonò la carica di presidente onorario della Cdu. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel giugno 2001 lo scandalo si concluse con il pagamento di una multa da parte del politico che rifiutò di fare i nomi dei finanziatori. Insieme al presidente francese François Mitterand e al presidente del Consiglio Giulio Andreotti fu tra principali artefici dell’intesa firmata a Maastricht nel vertice del 9-10 dicembre ’91 (il Trattato fu poi firmato a febbraio del ’92). “L’Europa deve prendersi una pausa, fare un passo indietro e poi, lentamente, due passi in avanti, adottando un tempo compatibile con le possibilità degli Stati membri” aveva detto alla Bild all’indomani della Brexit. (Continua a leggere dopo le foto)

 

Notoriamente, Kohl non vedeva validi motivi per accelerare sul pedale dell’integrazione, ma riteneva fosse meglio concentrarsi sulla necessità di assicurare stabilità all’Ue. L’ex cancelliere aveva infine suggerito di non mettere proprio in questo momento Londra sotto pressione evitando inutili durezze: “Lo status speciale della Gran Bretagna nell’Ue è sempre stato una sfida e ha a che fare con la storia di quel Paese – L’unità nella diversità” restava per Kohl la forza del progetto europeo. 

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