“Ecco come sono riusciti a sopravvivere. Assurdo”. La verità emerge solo ora. Ragazzini intrappolati nella grotta thailandese: cosa si è scoperto


 

Uno dei momenti più toccanti degli ultimi mesi, il mondo con il fiato sospeso in attesa di conoscere la sorte dei dodici ragazzini rimasti intrappolati all'interno di una grotta in Thailandia e per fortuna portati in salvo uno dopo l'altro. Sono tutti coscienti e in buone condizioni, anche se hanno perso circa due chili. Con loro, che giocavano a calcio tutti insieme, era presente anche l'allenatore Ekkapol Chanthawong, per tutti "Aek", l'ultimo a uscire dopo che tutti i suoi ragazzi erano già stati tirati fuori. Una figura, quella dell'uomo, che nel corso dei giorni è passata da "incosciente", come scrivevano inizialmente i giornali perché accusato di aver portato i giovani atleti in quel luogo pericoloso per allenarsi, a "eroe", capace di supportare e incoraggiare tutti in quei momenti difficilissimi. Quando sono arrivate le prime foto dei ragazzi bloccati nella caverna tutti si sono stupiti di quanto fossero calmi quei giovani. "Nessuno piange, o si dispera, sbalorditivo" diceva la madre di uno di loro intervistata dall'Ap. (Continua a leggere dopo la foto)

Stando ai soccorritori, a permettere ai ragazzi di mantenere la calma anche di fronte alle insidie più dure sarebbe stato proprio lui, il giovane allenatore. Uno dei sub presenti a Tham Luang ha spiegato che il saper respirare tranquilli è un elemento chiave nell'utilizzo delle maschere di nuova generazione che fanno respirare col naso. "Ekkapol Chanthawong detto Aek – raccontano i famigliari dei ragazzi– li aveva abituati a fare sempre una meditazione tranquilli prima o dopo gli allenamenti". (Continua a leggere dopo la foto)


Il giovane allenatore, 25 anni, quando ha perso i genitori aveva vissuto 10 anni in un monastero buddista dove si era addestrato alla meditazione. Poi si era trasferito presso una delle due nonne per accudirla in quanto ammalata. Raggiunta la maggiore età, il giovane aveva poi iniziato la carriera di allenatore di calcio. "Può meditare fino a un'ora – ha detto lo zio – questo certamente ha aiutato lui e i ragazzi a rimanere calmi". I soccorritori continuano intanto a parlare di un vero miracolo. (Continua a leggere dopo la foto)

 

"Non siamo sicuri se questo sia un miracolo o la scienza o qualcos'altro. Tutti i 13 Cinghiali (questo il soprannome dei componenti della squadra) sono ora fuori dalla grotta" hanno scritto i Navy Seal thailandesi quando finalmente ieri è terminata la missione di salvataggio nella grotta Tham Luang. Le autorità sanitarie hanno fatto sapere che gli otto ragazzi salvati lunedì sono di buon umore e hanno un sistema immunitario forte perché sono calciatori.

“Ecco cosa faranno”. Una notizia incredibile per i ragazzi della grotta. Dalla scampata tragedia in Thailandia alla realizzazione di un sogno