“Ancora un naufragio”. Dopo il caso Aquarius, torna la paura in mare


 

Giorni davvero complicati questi sul fronte dell'immigrazione, dopo che il caso della nave Aquarius ha scatenato polemiche a non finire. La nave ha preso la strada della Spagna dopo che il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha ordinato la chiusura dei porti di fronte agli oltre 600 immigrati rimasti bloccati in mare aperto, in attesa di conoscere il loro destino. Un'odissea dai notevoli strascichi, con il governo iberico che in queste ore ha parlato di un'Italia "esposta a conseguenze penali". Nel frattempo un'altra Ong, la Sea Watch, ha segnalato un naufragio di migranti avvenuto a 20 miglia dalle coste della Libia. La notizia viene lanciata su Twitter dalla stessa organizzazione, spiegando che una nave che si trovava davanti alla Libia si sta dirigendo nella zona. Il naufragio è stato segnalato alla Sea Watch "da un assetto della marina statunitense, che ha tratto in salvo dall'acqua 41 persone" confermando che ci sono purtroppo dodici cadaveri. (Continua a leggere dopo la foto)

  La nave della Marina statunitense Trenton ha chiamato l'Ong tedesca che abitualmente opera nella zona al largo della costa libica per avvertirla del naufragio e per chiedere assistenza, come spiega la Reuters.. Ruben Neugebauer, portavoce della Sea Watch che opera con una imbarcazione battente bandiera olandese, ha spiegato che la barca era sulla rotta della Trenton. Non ci sono notizie del numero di persone che erano a bordo della nave al momento del naufragio. (Continua a leggere dopo la foto)

"Questo dimostra cosa accade quando non ci sono abbastanza mezzi disponibili per il salvataggio in mare" spiega il portavoce alla Reuters. Il riferimento è alla nave Aquarius che per giorni sarà impegnata nel trasferimento di 629 migranti fino a Valencia, senza poter approdare nel porto più vicino. Un caso che ha fatto già parecchio discutere e che segna un improvviso inasprirsi dei rapporti tra stati europei sulla delicata dinamica, dividendo anche gli italiani sui social. (Continua a leggere dopo la foto)

 

"Questo naufragio – continua ancora Neugebauer – mostra che siamo necessari". Il portavoce della Ong sottolinea anche che l'imbarcazione statunitense ha chiamato la Sea-Watch, probabilmente perché "non c'era nessun altro nelle vicinanze. Siamo gli unici disponibili al momento". Finora non sono arrivati commenti e conferme da parte della marina statunitense.

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