“Ecco come l’ho ucciso”. Caso Gabriel Cruz: la confessione choc della ‘matrigna’. La compagna del padre crolla davanti alla polizia e spiega cosa è successo al piccolo 


 

Ha sconvolto tutti la drammatica vicenda del piccolo Gabriel Cruz, 8 anni, scomparso 12 giorni fa a Almeria nel sud della Spagna, il cui cadavere è stato ritrovato nel baule dell'auto della compagna del padre, la dominicana Ana Julia Quezada, 43 anni, ritenuta la presunta assassina. Tutta la Spagna si era mobilitata per cercarlo. Tantissimi gli appelli sui social, ma anche delle istituzioni iberiche. Il piccolo era uscito per giocare con un amico, da allora di lui più nessuna traccia. Era il 27 febbraio. Inutili si erano rivelate le ricerche, poi proprio pochi giorni fa la compagna del papà del bambino aveva fatto ritrovare una maglietta bianca del piccolo, in una radura. Peccato che nello stesso posto fossero già passati anche i volontari impegnati nelle ricerche. La donna, da giorni principale sospetta per la polizia, è stata fotografata dagli agenti ieri mentre toglieva il corpo da un pozzo nel quale era rimasto nascosto per trasportarlo in un altro nascondiglio nel cofano dell'auto. È stata intercettata dalla polizia nell'auto in flagrante. ''Voglio bene a Gabriel'' ha urlato la donna mentre gli agenti la arrestavano, ma oggi, sotto le domande degli investigatori, la donna è crollata. (Continua a leggere dopo la foto)

''Abbiamo discusso, prima l'ho colpito con la parte di legno di un'ascia, poi l'ho soffocato'', ha raccontato Ana Julia. La donna aveva una relazione con Angel, il padre di Gabriel, da un anno e mezzo, ma il bimbo non si era mai fidato di lei. Perché l'ha ucciso? Due le ipotesi: perché voleva convincere Angel a trasferirsi con lei a Santo Domingo o perché sperava di chiedere e ottenere un riscatto. Investigatori e media spagnoli hanno scavato nel passato della donna e sono emersi particolari inquietanti: 22 anni fa, nel 1996, la figlia di quattro anni della donna era morta cadendo da una finestra. Morte considerata all'epoca accidentale, ma su cui ora sono state riaperte le indagini. (Continua a leggere dopo le foto)

 

In un'intervista la madre del bambino ha detto di aver sempre sospettato della Quezada, ma di non averlo potuto dire in pubblico per non pregiudicare le indagini. E ha aggiunto di voler rimanere a fianco dell'ex marito, che "sta soffrendo moltissimo". "Vedo molte frasi di rabbia su questa donna. In onore del Pesciolino, chiedo a tutti che nessuno parli di lei, che non appaia su nessun sito. Io e lui non siamo così", ha detto Patricia Ramirez parlando a radio Onda Cero. "Che (quella donna) paghi quello che deve pagare. Ma vorrei che di questo caso rimanessero le buone azioni giunte da ogni parte, che hanno tirato fuori il buono dalle persone". Ora che Ana è stata fermata, restano tuttavia ancora troppe domande senza risposta su una vicenda che ha commosso mezza Europa, soprattutto per l'eventuale presenza di complici. Migliaia di messaggi di solidarietà alla famiglia, di sdegno e condanna, con la richiesta che la presunta assassina ''non esca mai dal carcere'', hanno invaso le reti sociali.

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