Ricordate lo scatto della ragazza musulmana “indifferente” che passeggia sul ponte dove è appena avvenuto il terribile attentato di Londra del 22 marzo? La foto fece il giro del mondo, accompagnata dai peggiori commenti. Oggi, ecco il particolare che la rende più agghiacciante. E il mondo intero punta il dito


 

A due anni dalla tragedia del Bataclan si fa ancora fatica a parlare di terrorismo islamico senza cercare un capro espiatorio che possa quantomeno riuscire a canalizzare tutta la rabbia dovuta a tante, troppe morti innocenti. Ogni città che ha subito un duro attacco da parte dei gruppi terroristici affiliati all’Isis sa bene quanto possa essere complicato, a volte, non far ricadere tutta la “giustizia” su alcune persone, che, almeno in apparenza, sembrano così vicine allo stesso mondo dei terroristi. Parliamo delle famiglie islamiche ingiustamente martoriate da un pregiudizio razzista, inumano ma tuttavia prevedibile. Sono loro le seconde vittime di questi attentati, i loro figli, le ragazze, i giovani, i bambini. Più di tutti sono loro a dover fare da cuscinetto sociale verso un mondo che nella maggior parte dei casi non gli appartiene affatto: attori di un film scritto non certo per loro. L’ultimo episodio che dimostra quanto sia facile riprendersela con una povera ragazza innocente è quello che ci arriva oggi, a distanza di neanche un anno dai terribili momenti dell’attentato di Londra del 22 marzo scorso. Come dimenticare la foto della donna musulmana che parla al telefono mentre cammina accanto alle vittime dell'attentato sul ponte di Westminster? (Continua dopo le foto)


Lo scatto era diventato virale su Twitter come simbolo dell'indifferenza degli islamici verso l'orrore dell'attacco di quel maledetto giorno di marzo nella capitale inglese. A poco erano valse le spiegazioni dell'autore dello scatto, il ventottenne Jamie Lorriman, intervenuto a difendere la ragazza, dicendo che la giovane con l'hijab era in realtà “traumatizzata e sconvolta”. La versione più condivisa era quella del tweet che aveva lanciato la foto accompagnato dall'hashtag #BanIslam (bloccate gli islamici, tradotto) che recitava: “La donna musulmana non presta la minima attenzione all'orrore dell'attacco, cammina tranquillamente accanto a un uomo che sta morendo e controlla il suo telefono”. Ora emerge - ne dà notizia l'Independent - che l'account da cui è partito tutto, @Southlonestar, è un troll russo, uno dei 2700 account falsi creati all'ombra del Cremlino per diffondere fake news e influenzare la politica britannica e americana. (Continua dopo le foto)


 

L'account, con oltre 16 mila follower, è associato a Texas Lone Star, che si definisce "un orgoglioso patriota texano e americano": ha sostenuto la corsa di Trump alla Casa Bianca e anche twittato a favore della Brexit nel giorno del referendum. Proprio ieri sera la premier britannica Theresa May ha lanciato un attacco, il più duro di sempre, contro Putin e le interferenze russe nelle democrazie occidentali. May ha accusato Mosca di interferire nelle elezioni e ha denunciato il tentativo di “minare le società libere”, di “diffondere fake news per alimentare la discordia in Occidente”. Ma chi semina odio, si sa, raccoglie tempesta, caro Putin.

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