Zanzare, vi odiamo. Anche voi siete alle prese con pizzichi da tutte le parti e ronzii notturni insopportabili vicino alle orecchie? Bene, ecco tutto quello che dovete sapere su questo animaletto e soprattutto cosa fare (e cosa non fare) in caso di puntur

Zanzare, vi odiamo. Anche voi siete alle prese con pizzichi da tutte le parti e ronzii notturni insopportabili vicino alle orecchie? Bene, ecco tutto quello che dovete sapere su questo animaletto e soprattutto cosa fare (e cosa non fare) in caso di puntur

Zanzare, vi odiamo. Anche voi siete alle prese con pizzichi da tutte le parti e ronzii notturni insopportabili vicino alle orecchie? Bene, ecco tutto quello che dovete sapere su questo animaletto e soprattutto cosa fare (e cosa non fare) in caso di puntur

 

Non tutte le zanzare muoiono dopo aver deposto le uova, al sopraggiungere dei primi freddi: quando arriva la primavera, la generazione precedente è pronta a un nuovo ciclo di vita. E le temperature improvvisamente alte della scorsa primavera le hanno fatte uscire da muri, sottotetti, cantine, sottopassi e da tutti quei posti nascosti alla nostra vista dove si erano rintanate per salvarsi dall’inverno. Ed è per questo che quest'anno ci stanno tormentando da molto più tempo rispetto agli altri anni. In Italia dovete sapere che sono state identificate circa 70 specie, ma quelle più diffuse sono quattro. "L’incubo delle nostre notti estive è la zanzara comune (Culex pipiens), alla quale dagli anni Novanta si è affiancata la zanzara tigre (Aedes albopictus) dal Sudest asiatico. La zanzara nostrana punge soprattutto alla sera poco dopo il tramonto e al mattino presto. Depone le uova nei ristagni d’acqua ma, a parte il fastidio e il prurito per le punture, non causa sostanziali problemi di salute. Ben diverso è il caso della zanzara anofele che trasmette il Plasmodium, il microrganismo che provoca la malaria. La zanzara tigre, che invece è attiva anche di giorno, provoca febbre gialla, Dengue e Chikungunyia (solo quest’ultima ha fatto la sua sporadica apparizione nel nostro Paese). Con l’irrigazione delle risaie, fa la sua comparsa Ochlerotatus caspius, la zanzara delle risaie: si sposta in sciami nelle ore serali ed era il tormento delle mondine". (Continua a leggere dopo le foto)

"Pungono solo le femmine fecondate perché si nutrono di sangue". Prima di arrivare alla fase adulta, le zanzare proliferano nell’acqua stagnante; una volta divenute adulte (in estate bastano 6-8 giorni), le femmine si accoppiano e subito dopo cercano qualcuno (non solo umano) da pungere. I maschi invece non pungono: vivono nella vegetazione e si nutrono di linfa e nettare. La fregatura (per noi umani) è che le femmine di zanzara vivono molto più dei maschi: se questi ultimi restano in vita 10-15 giorni, le prime vivono da uno a 4-5 mesi a seconda delle stagioni. Da che cosa sono attratte le zanzare? Di solito dall’anidride carbonica, liberata dal respiro e dalla pelle, e dall’acido lattico. Le zanzare riescono a sentire la loro presenza a 30-40 metri di distanza. Gli uomini hanno più possibilità di diventare bersagli perché in media più grossi delle donne e quindi produttori di più anidride carbonica. Perché la puntura di zanzara ci fa grattare? Mentre punge la femmina immette nell’ospite la saliva, che contiene sostanze anticoagulanti per contrastare le difese della preda e assicurarsi un buon apporto di sangue. È la saliva, dunque, a essere irritante. (Continua a leggere dopo le foto)

 

Cosa fare dopo una puntura, contro il prurito? "Il miglior rimedio è applicare un gel astringente a base di cloruro di alluminio: non è un farmaco, si può usare anche per i bambini e ha effetti antinfiammatori e anti-prurito immediati; inoltre è antisettico e riduce il rischio che la puntura si infetti - diceva qui Marcello Monti, dell’Unità di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) -. È bene però chiarire che cosa invece non si deve fare. Non si deve cercare di mitigare il prurito con ammoniaca: è una sostanza irritante, che può provocare piccole ustioni soprattutto sulla pelle delicata dei bambini. No anche a rimedi casalinghi come aceto, cipolla, ghiaccio, limone: nella migliore delle ipotesi non fanno niente, in alcuni casi possono essere perfino dannosi. L’antistaminico ha una scarsa azione locale, perché viene presto assorbito in circolo e quindi non agisce dove dovrebbe. Anche il cortisone non funziona granché: ha un’azione ritardata, per cui comincia ad agire dopo 30 minuti".

 

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