Cancro al seno: si chiama Eva e può salvare la vita. Ad inventare questo straordinario ‘aggeggio’ è un ragazzo di soli 18 anni. Quando vedrete di cosa si tratta resterete senza parole. Mentre il motivo che ha spinto Julian ad inventarlo… è struggente

Cancro al seno: si chiama Eva e può salvare la vita. Ad inventare questo straordinario ‘aggeggio’ è un ragazzo di soli 18 anni. Quando vedrete di cosa si tratta resterete senza parole. Mentre il motivo che ha spinto Julian ad inventarlo… è struggente

Cancro al seno: si chiama Eva e può salvare la vita. Ad inventare questo straordinario ‘aggeggio’ è un ragazzo di soli 18 anni. Quando vedrete di cosa si tratta resterete senza parole. Mentre il motivo che ha spinto Julian ad inventarlo… è struggente

 

La storia di Julian Rios Cantu sta facendo il giro del mondo. Il ragazzo di origine messicana quando era solo un 13enne ha visto la madre morire, dopo una lunga battaglia, a causa di un tumore al seno. Una sofferenza grandissima che, tuttavia, ha indotto il brillante ragazzo a fare un’invenzione rivoluzionaria che potrebbe salvare la vita a tantissime donne. Si tratta di un reggiseno in grado di individuare i primi sintomi del cancro al seno. Non si tratta certo di un reggiseno qualsiasi, ma di un indumento dotato di bio-sensori capaci di misurare la temperatura corporea e allertare chi li indossa di possibili e preoccupanti cambiamenti. Così, Julian ha sviluppato Eva, un reggiseno dotato di oltre duecento sensori con la funzione di monitorare non solo la temperatura, ma anche la forma e il peso del seno di una donna. Le informazioni vengono immagazzinate e conservate in un applicazione per smartphone collegata al dispositivo. Nel caso in cui i valori dovessero cambiare improvvisamente, sarà lo stesso reggiseno a notificare alla donna che è giunto il momento di fare un controllo più approfondito. (Continua a leggere dopo la foto)

Eva non dev'essere indossato tutti i giorni: sono sufficienti dai 60 ai 90 minuti alla settimana per ottenere un tracciato realistico di eventuali cambiamenti nel proprio seno. Al fine di sviluppare la sua idea, Julian ha fondato la Higia Tecnhologies: l'azienda ha vinto un prestigioso riconoscimento, il Global Student Entrepreneur Awards (Gsea) conferito a Francoforte, in Germania, il 29 aprile scorso. Il premio vale 20 mila dollari, una cifra significativa per portare avanti il progetto Eva che, allo stato attuale delle cose, si trova nella sua fase embrionale. Il giovane imprenditore ha voluto creare questo dispositivo dopo aver visto sua madre morie: non voleva che altre persone vivessero la sua stessa esperienza. (Continua a leggere dopo le foto)

 

Tutti naturalmente si chiedono se un reggiseno, seppure così ipertecnologico, sia in grado di diagnosticare i primi sintomi del tumore al seno. Allo stato attuale il progetto Eva è in una fase sperimentale e di sviluppo e ancora non esistono certezze sul suo funzionamento o sulla sua efficacia diagnostica. Il progetto non è ancora stato testato a sufficienza e ci vorrà del tempo prima che l'ordine dei medici decida di raccomandarlo come una valida opzione per la prevenzione del cancro al seno. Ma la determinazione di Julian non si è certo arrestata e il suo prototipo continua a essere migliorato e studiato.

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