"Presto, aiutateci, stanno per staccare le macchine", l'accorato appello della mamma del piccolo Charlie. Poi quella chiamata in Italia: "Solo voi potete fare qualcosa". Chi è il medico che ha risposto alla disperata richiesta d'aiuto di Connie

"Presto, aiutateci, stanno per staccare le macchine", l'accorato appello della mamma del piccolo Charlie. Poi quella chiamata in Italia: "Solo voi potete fare qualcosa". Chi è il medico che ha risposto alla disperata richiesta d'aiuto di Connie

"Presto, aiutateci, stanno per staccare le macchine", l'accorato appello della mamma del piccolo Charlie. Poi quella chiamata in Italia: "Solo voi potete fare qualcosa". Chi è il medico che ha risposto alla disperata richiesta d'aiuto di Connie

 

Non sa più a chi rivolgersi Connie Yates, la mamma del piccolo Charlie, al quale, molto probabilmente a breve, verrà staccata la spina della macchina che lo tiene in vita. Urla e gridi disperati partono dall’Inghilterra e arrivano fino in Italia, ancora una volta. Connie “ci ha chiesto aiuto, dice che dall'ospedale stanno per staccare le macchine che tengono in vita il bambino. Già stasera o forse domani”. A dirlo all'Adnkronos Salute è Piero Santantonio, presidente dell'associazione Mitocon onlus, in contatto con la mamma e la zia del bimbo. “Mitocon insieme alla mamma ed al papà di Charlie fa dunque appello alle autorità del Regno Unito ed ai medici dell'ospedale Gosh affinché sospendano ogni iniziativa di attuare i disposti della sentenza e chiede che sia assicurata ogni cura al piccolo affinché gli sia concesso di poter essere sottoposto alla terapia sperimentale i cui dettagli saranno resi noti a brevissimo”. Mitocon, associazione delle famiglie e dei pazienti mitocondriali italiana, in questi giorni è stata in contatto costante con la famiglia di Charlie Gard e con l'equipe internazionale di scienziati che sta lavorando sulle sindromi da deplezione del Dna mitocondriale, e nello specifico su quelle indotte dalla mutazione RRM2B, che ha colpito il piccolo Charlie. (Continua dopo la foto)

“Vogliamo informare tutti coloro che in queste settimane hanno seguito e seguono con apprensione la vicenda del bambino inglese che oggi pomeriggio si è tenuta una riunione tra i medici ed i ricercatori dell'equipe internazionale e tra poche ore - dice il presidente - sarà resa nota una posizione ufficiale rispetto alle possibilità terapeutiche percorribili per il piccolo Charlie”. In particolare “sono stati riconsiderati una serie di dati di efficacia della terapia nucleosidica che ha già dato dimostrazione di efficacia in un numero significativo di casi clinici trattati, con particolare riferimento ai risultati che dimostrano la possibilità dei nucleosidi di superare la barriera ematoencefalica. In base a queste ulteriori e nuove valutazioni il gruppo di lavoro è dunque giunto alla conclusione che la terapia nucleosidica possa essere efficace nel caso del piccolo Charlie. Abbiamo informato la famiglia Gard degli esiti di questa riunione - scrive l'associazione - e del fatto che a breve verrà pubblicato uno statement scientifico che farà il punto su questo argomento”. (Continua dopo le foto)

 

Non è questo il primo contatto con l’Italia da parte dei genitori del piccolo, pochi giorni prima ha solidale offerta era partita dell'ospedale "Bambino Gesù" di Roma che chiedeva a gran voce la possibilità di prendersi cura di Charlie, declinata con il definitivo "no" a un trasferimento di Charlie in Italia nella telefonata intercorsa tra il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson e l'omologo italiano Angelino Alfano: "Ragioni legali non consentono lo spostamento del piccolo". In realtà, aveva spiegato la presidente del "Bambino Gesù" Mariella Enoc, "lo trasferirebbero solo se noi fossimo disposti a eseguire la sentenza della Corte Suprema: quindi a non curare più il bimbo e a staccare la spina. Ovvio che a questo abbiamo risposto di no, che noi non intendiamo farlo".

Ti potrebbe anche interessare: "Siamo pronti ad accogliere qui il piccolo Charlie". La sua storia sta commuovendo il mondo: il bambino inglese al quale vogliono "staccare la spina". Ma i genitori continuano a lottare, ed ecco quindi la proposta del noto ospedale italiano. Tutti i detta