Governo, il passo indietro dei due leader. Di Maio: “Io e Salvini pronti a stare fuori”


 

Il contratto di governo "è quasi finito" ma sul nome del futuro premier "stiamo ancora discutendo". Così Luigi Di Maio, arrivando a Montecitorio, commenta l'ipotesi della staffetta. "Il contratto di governo soddisfa sia noi che la Lega - aveva ammesso il leader pentastellato, raccontano fonti M5S all'Adnkronos, ieri sera nell'incontro con i direttivi 5 Stelle di Camera e Senato - dentro ci sono tutti i temi più importanti, i loro e i nostri per dare vita a un governo di cambiamento vero. Il nodo da sciogliere è la premiership". (continua dopo la foto)

Dunque Di Maio aveva tracciato tutte le ipotesi in campo. Ovvero "un premier esterno è condiviso", ma è difficile, ha lasciato intendere, trovarne uno che metta d'accordo 5 Stelle e Lega. "Oppure la staffetta tra me e Matteo, ma anche qui è complicato, dovremmo decidere chi parte...". Infine un'ultima opzione, che a detta di alcuni dei presenti all'incontro sarebbe quella più improbabile: "Una staffetta con due nomi esterni, uno nostro e l'altro della Lega". L'obiettivo degli sherpa del tavolo tecnico è quello di chiudere entro oggi. Secondo il portavoce del Movimento Rocco Casalino "Oggi è una bella giornata, ci sono buone notizie. Si chiude il contratto". (continua dopo le foto)

 

Stando a quanto riferiscono fonti qualificate, nella giornata ci sarà un nuovo incontro fra i due leader. Che dovranno superare l'ostacolo finale: la scelta del premier. Ad ammetterlo è lo stesso Luigi Di Maio parlando ai direttivi pentastellati di Camera e Senato. L'unica soluzione rimasta per evitare il fallimento dell'operazione politica sembra essere quella della staffetta M5s-Lega, l'avvicendamento di due presidenti del Consiglio che non dovranno essere necessariamente i due leader. Un tandem che porta alla mente quello tra Craxi e De Mita nei primi anni Ottanta.