“Che fine ha fatto la Boschi?”. Spunta il retroscena: cosa sta per succedere a una delle donne simbolo del Pd di Renzi. Sempre presente in tv, è uscita dai radar, ma è pronta la grande sorpresa


 

Verrebbe da dire: ricordate la Boschi? "Scomparsa" dal 14 dicembre, Maria Elena Boschi dà qualche segno di vita su Facebook, tra un richiamo alla parità tra uomo e donna sul lavoro o invito alla tolleranza religiosa, ma dal giorno del confronto tv con Marco Travaglio a 'Otto e mezzo' dove se l'è cavata molto bene portando tutte le argomentazioni necessarie per "difendersi" (ammesso che sia normale doversi difendere davanti a Travaglio e non in tribunale) è praticamente sparita dal dibattito politico nonostante l'ex ministra delle Riforme del governo Renzi sia comunque sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio. Sempre la Stampa parla di "operazione nuova immagine". In attesa di capire come e dove il Pd la candiderà, la Boschi sta in disparte, non parla, adotta il "profilo basso" di chi sa che ogni sua parola potrebbe venire usata contro il partito. Anche se, va detto, di tutta la vicenda Banca Etruria che aveva fatto tanto scalpore, una volta caduto tutto, non se n'è parlato più. Muta sulle riforme, muta sulle banche. Tornerà alla carica rivendendo, magari ancora a livello di governo, la sua nuova "competenza", quella di paladina delle cause femminili. (Continua a leggere dopo la foto)

Non a caso ha praticamente imposto Lucia Annibali come candidata e nel suo ultimo intervento in tv ha risposto a chi le chiedeva perché gli elettori la dovrebbero votare: "Per esempio per quello che ho fatto per le donne". Certo lei non è formalmente un ministro, solo un sottosegretario, ma usare questo distinguo per spiegare una sua esclusione dalla gara sarebbe stata una missione complicata. Per questo sembra definitiva la scelta di un collegio uninominale a Bolzano dove si scontrerebbe con Michaela Biancofiore. In ballo c’era anche il collegio di Firenze 2 per la Camera. (Continua a leggere dopo le foto)

 

 

Non cambia per lei la parola d’ordine: low profile. Lei non si piega anche se ha accettato di prendersi una pausa dalla ribalta come le hanno caldamente consigliato Renzi e Gentiloni. Una volta sciolto il nodo della candidatura dovrà tornare a farsi vedere. Il tentativo è quello di togliersi le vesti della potente "preferita" per indossare quelli della paladina delle cause femminili, rispolverando la sua delega per le pari opportunità. E sembra questa la strada per ricostruirsi l’immagine, lontano dalle riforme istituzionali, lontano dalle banche, su un terreno sicuramente meno accidentato.

 

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