''Non è anoressia''. È arrivata a pesare 40 chili spaventando tutti i suoi sostenitori che non potevano credere si fosse ridotta così. A distanza di un anno, che ne è stato di Marion Bartoli? Sì, ci sono novità

''Non è anoressia''. È arrivata a pesare 40 chili spaventando tutti i suoi sostenitori che non potevano credere si fosse ridotta così. A distanza di un anno, che ne è stato di Marion Bartoli? Sì, ci sono novità

''Non è anoressia''. È arrivata a pesare 40 chili spaventando tutti i suoi sostenitori che non potevano credere si fosse ridotta così. A distanza di un anno, che ne è stato di Marion Bartoli? Sì, ci sono novità

 

Di Marion Bartoli, la campionessa di Wimbledon 2013 avevamo parlato lo scorso anno. Ne avevamo parlato perché la bella tennista si era trasformata nel suo scheletro. Era arrivata a pesare 40 chili spaventando tutti. Anoressia? Non si sa e non si è mai saputo. Dalla sua bocca, la parola anoressia non è uscita mai. Prima, quel dimagrimento era stato fatto passare come il frutto di una dieta prodigiosa. Poi di una malattia. Oggi è proprio la campionessa che parla di quella storia al Corriere della Sera: “Sentivo bisbigliare alle mie spalle: poveretta, è anoressica! Ma quella è una tremenda malattia mentale: psicologicamente non sei a posto - risponde diretta -. Non ero anoressica. Non ero psicologicamente disturbata. Volevo gridarlo a tutti e ho scelto Twitter”. Una storia drammatica che le ha condizionato la vita: “La battaglia più dura della mia vita: le sfide sul campo erano nulla rispetto a ciò che mi ha riservato l' esistenza l' anno scorso. Andavo a letto senza sapere se mi sarei risvegliata. Vivevo sperando che il mio cuore non smettesse di battere. Stavo letteralmente sparendo: perdevo i capelli, mi ballavano i denti, avevo la diarrea cronica. Orrendo. Però non ho mai mollato”. Continua a leggere dopo la foto

Ma quindi non era anoressia. E allora cos’era? “Ho preso una malattia tropicale, in India, nel febbraio 2016” ha raccontato la Bartoli. Che scende nel dettaglio: ‘’Ero arrivata a Delhi via Melbourne e New York ed ero rientrata a Parigi, tutto in una settimana. Ho cominciato ad avere febbre, brividi, a sentirmi stanca. Ogni settimana ero più debole, la febbre saliva e non se ne andava mai. Avevo male ai muscoli e alle ossa. Intanto, perdevo peso. I medici ci hanno messo un po' a capire di cosa si trattasse. Nel frattempo il virus è arrivato al sangue, cominciando a distruggere i globuli rossi. La situazione è precipitata. L' ipersensibilità della pelle mi ha costretto a indossare i guanti per toccare gli oggetti quotidiani, nel periodo più nero potevo lavarmi solo con l' acqua minerale. Non riuscivo più a digerire il cibo, nemmeno l' insalata”. Da quel momento è iniziato l’incubo vero. Continua a leggere dopo le foto

 

“Ho ingoiato tonnellate di antibiotici, fatto una trasfusione di sangue. Poi i miei anticorpi, finalmente, si sono rimessi in moto, permettendomi di cominciare a guarire”. Oggi Marion Bartoli sta bene: vive a Dubai, ha partecipato alla maratona di New York; ha tanti progetti: “Fila mi ha affidato il disegno dei completi da tennis per l'Est asiatico: significa rifornire oltre mille negozi. Commento il tennis alla tv, presto giocherò in esibizione a Manchester e sono ambasciatrice di Parigi 2024. Noi atleti francesi stiamo lottando per avere i Giochi, sento che siamo vicini alla meta: batteremo Los Angeles”. Ha ripreso a mangiare? “Un po' di tutto, stando attenta. I formaggi grassi ancora non li digerisco però sono tornata ad apprezzare la pizza ed è una gioia immensa”. Questa sì che è una bella notizia. 

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