Tata mostro: torna a casa e fa l’orribile scoperta: “È stato lui a dirmi di farlo”


 

Quando è tornata a casa con la sua terza bambina di tre anni dopo la lezione di nuoto, Marina Krim ha trovato tutto buio. Dov'erano andati la tata e gli altri due figli, di 2 e 6 anni? Allora è scesa di nuovo e ha chiesto al portiere del lussuoso condominio newyorkese se li avesse visti uscire. Avuta una risposta negativa è risalita nell'appartamento e ha cominciato ad accendere le luci nelle stanze fino ad arrivare al bagno dove ha fatto un'orribile scoperta. Aperta la porta, si è trovata di fronte a una scena indescrivibile per una madre: i suoi due bambini giacevano morti nella vasca, coperti di sangue e ferite. Accanto a loro, in una pozza di sangue, la baby-sitter, Yoselyn Ortega, 50 anni, con una ferita al collo e vicino a lei un coltello da cucina insanguinato. Marina Krim ha cominciato a urlare ed è stato allora che una vicina ha chiamato i soccorsi. Era il 2012 e oggi si è arrivato alla conclusione del processo che ha visto la condanna all'ergastolo della tata. Alla 56enne, colpevole di aver ammazzato a coltellate Lucia "Lulu" Krim, sei anni, e il suo fratellino Leo, di due, di cui si stava occupando, non è stata data la possibilità di libertà condizionale. (continua dopo la foto)


Dopo sei anni dall'omicidio è arrivata la decisione definitiva della giustizia americana. La donna, dopo aver compiuto il delitto, ha lasciato i due corpi senza vita completamente insanguinati nella vasca da bagno dell'appartamento dove i due piccoli vivevano con i genitori a New York. "Mi scuso per quello che ho fatto – ha detto l'assassina ai giudici -. Chiedo perdono a Dio e ai signori Krim, non ero in me in quei giorni". Secondo i magistrati, la tata era gelosa della mamma dei due bambini, Marina, e si sentiva continuamente in colpa per aver lasciato in Repubblica Domenicana alle cure della sorella suo figlio, quando aveva solo quattro anni. A scoprire il delitto era stata proprio Marina, che, dopo essere tornata a casa con la sua secondogenita Lulu, si è trovata davanti la drammatica scena. "È stato il demonio a dirmi di farlo", ha dichiarato l'assassina nel corso del processo. (continua dopo le foto)

 


 

La sera del 25 ottobre 2012 la donna doveva portare i due bimbi ad assistere alla lezione di danza della sua sorellina, ma non lo ha fatto e, una volta a casa, li ha colpiti ripetutamente con un coltello da cucina. Poi ha messo i due corpi sanguinanti nella vasca da bagno e si è tagliata le vene dei polsi, ma è riuscita a sopravvivere. "Ogni pugnalata era fatta in maniera consapevole, il suo obiettivo era quello di uccidere", ha detto il vice procuratore distrettuale Stuart Silberg nel pronunciare la sentenza. Nonostante la difesa abbia fatto appello alla sua incapacità di intendere e volere, la corte l'ha condannata al massimo della pena.

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