“Cacciata di casa!”. La storia di Nonna Peppina ha commosso l’Italia intera. Dopo il sisma del Centro Italia, la donna di 95 anni ha dovuto lasciare la sua casa: messa in un container al freddo e al gelo. Poi le figlie le hanno costruito una casetta confortevole, ma Peppina è stata cacciata anche da lì: “Quello che sta succedendo a mia madre è uno scempio!”


 

Sono 3 giorni che vive in un container di 10 metri quadrati e la sua situazione sembra disperata. Circa un mese fa la storia di Giuseppina Fattori aveva commosso l'Italia. A 95 anni voleva restare a vivere dove è nata, a Fiastra, nella provincia di Macerata colpita dal sisma, ma la sua casetta in legno per lo Stato è abusiva e per questo è finita sotto sequestro. Lei aveva annunciato: “Io da qui non me ne vado”. E subito è scattata la mobilitazione di amici e conoscenti pronti ad appoggiarla al grido di 'Salviamo Peppina'. Ma ormai la sua casetta di legno, costruita dalle sue figlie con tutti i criteri antisismici, le è vietata. Lei e il gatto Oreste sono dovuti tornare nel vecchio container, residuato del terremoto del ’97, dove aveva avuto tanto freddo l’inverno passato e un caldo soffocante quest’estate. Al punto che le figlie, non essendo riuscite a portarla via dal borgo di San Martino di Fiastra (Macerata), avevano deciso di far sorgere su un loro terreno edificabile, a spese proprie, un piccolo chalet. Ma se della sua casa, in parte da demolire, nessuno da un anno si è ancora occupato, per lo chalet di nonna Peppina si sono mossi la Procura, il Tribunale del Riesame e in tempi record l’hanno sfrattata, sequestrando l’immobile dove aveva ritrovato la speranza per un cavillo. (continua dopo la foto)

Il motivo di tutto ciò? Manca l’autorizzazione paesaggistica nella zona che è nel Parco dei Sibillini. Un problema già sorto in altri terremoti e superato con una norma che concede di costruire casette da rimuovere 'contestualmente' alla consegna della casa ricostruita. Perché qui no? Se lo chiedono le figlie: "Con mia sorella Agata - dice Gabriella Turchetti - ci siamo, per così dire, divise i compiti: io ho scritto al papa, o meglio, ho mandato una lettera-appello ad alcuni giornali, mia sorella Agata invece ha scritto al presidente Mattarella. Se poi la sua lettera non è arrivata, perché ha sbagliato intestazione o perché c'è stato un altro problema, non so. Vorrà dire che la rimanderà". Questa l'affermazione della donna all'Ansa, appresa la notizia che al Quirinale non è giunta alcuna lettera dei familiari. (continua dopo le foto)


 

Infatti, dopo la mobilitazione per 'nonna Peppina', è arrivata la risposta del Quirinale: "Contrariamente a quanto dichiarato ad alcune televisioni, al Quirinale non è mai giunta alcuna lettera da parte della signora Peppina Fattori né da alcuno dei suoi familiari". È quanto si legge in una nota. "Sulla base di una lettera di un comitato locale, pervenuta due settimane fa dopo il provvedimento dell'autorità giudiziaria di sequestro dell'immobile, il Presidente della Repubblica è intervenuto chiedendo chiarimenti alle locali autorità, le quali hanno assunto le loro decisioni, in ambito giudiziario e amministrativo, nella responsabilità dei propri compiti". Ma le figlie di Peppina non si arrendono: "Adesso - ha detto la figlia Gabriella - ho trovato un canale giusto per recapitare il nostro appello al papa, e ieri ho provveduto a mandare la lettera. Mia sorella, se al presidente non è ancora arrivato nulla, farà la stessa cosa. Insieme alla tristezza di ieri, quando mia madre ha dovuto lasciare la casetta, ed è stato un momento brutto brutto, ho fiducia che il clamore suscitato da questa vicenda - conclude - possa andare a beneficio di tutti". Le parole di Peppina lasciano il segno: "Ringrazio anche chi mi ha fatto del male, ma non lo meritavo".

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